Il ruolo dello Zollverein
L’unione doganale ebbe scarsa importanza fino alla metà del secolo, quando la rivoluzione industriale portò alla definizione di nuovi modelli di sviluppo economico fondati sulla crescita della produzione e sul commercio libero, con importanti ricadute anche sul piano politico. A un certo punto i singoli governi non poterono più decidere con leggerezza di ritirarsi dallo Zollverein a causa degli ingentissimi interessi economici coinvolti e della probabile opposizione della popolazione qualora ciò fosse avvenuto. Il potere emergente della borghesia tedesca finì quindi per rappresentare un limite concreto all’autonomia decisionale dei governi dei vari staterelli tedeschi.
Lo scontro austro-prussiano
Nel 1849 l’Austria tentò di far entrare nell’unione doganale l’intero territorio dell’impero. A questa iniziativa si oppose con forza la Prussia, adottando una politica di basse tariffe che di fatto escludeva le industrie austriache, ancora arretrate e non pronte alla competizione internazionale. Questo episodio dimostrò come lo Zollverein non rendesse affatto inevitabile l’unificazione politica e potesse anzi costituirne, paradossalmente, uno dei principali ostacoli.
L’economia austriaca
L’idea secondo cui, alla metà del XIX secolo, l’Austria possedesse un’economia arretrata e incapace di evolversi rapidamente è stata a lungo diffusa, ma ricerche recenti hanno ridimensionato questa interpretazione. È vero che circa il 70% della popolazione dell’impero dipendeva dall’agricoltura, spesso organizzata su basi collettive e destinata al consumo locale, con il mantenimento di ampi privilegi per i proprietari terrieri.
Riforme e sviluppo
Le rivolte del 1848 ottennero tuttavia una significativa emancipazione contadina. In alcune aree orientali si sviluppò un’agricoltura commerciale stimolata dalla crescente domanda alimentare proveniente dall’Europa occidentale. Nelle regioni settentrionali, invece, si affermò uno sviluppo industriale nei settori metallurgico e tessile, sostenuto dall’estrazione del carbone.
Commercio e ferrovie
L’abbattimento delle tariffe interne favorì l’espansione del commercio interregionale. Pur trovandosi lontano dalle principali rotte commerciali dell’Europa occidentale, l’impero asburgico cercò nuove opportunità attraverso la costruzione di una moderna rete ferroviaria e l’apertura verso il Mar Mediterraneo. In questa prospettiva, la perdita della Lombardia avrebbe rappresentato un grave danno per l’economia austriaca.

