Il duello a vent’anni che cambiò la storia della scienza
Prendetevi il tempo, leggete questa storia e vi renderete conto della mediocrità che vi circonda.
Il 30 maggio 1832, come d’uso alle prime luci dell’alba, nei dintorni di una Parigi grigia e addormentata si svolse un duello destinato a entrare nella storia, almeno in quella della scienza. Due giovani uomini si affrontarono con la pistola. Uno dei due si accasciò gravemente ferito e purtroppo il giorno seguente la vita lo lasciò.
Aveva appena vent’anni. Il suo nome era Évariste Galois. Ora che l’avete conosciuto non dimenticatelo.
Il ragazzo irrequieto e ribelle sarebbe diventato, con il tempo, uno dei più grandi matematici della storia. Pochi però avevano capito chi era veramente e soprattutto cosa diceva.
Nessuno riusciva a comprendere
Nella sua breve vita emerse chiaramente che Galois possedeva un talento straordinario per la matematica. Tuttavia le sue idee apparivano così nuove e complesse che molti professori, anche di alto profilo e fama, non riuscivano nemmeno a comprenderle. Il guaio di molti geni della storia.
I suoi lavori furono più volte respinti dalle boriose accademie scientifiche del tempo. Alcuni manoscritti furono ritenuti addirittura incomprensibili, altri finirono dimenticati o addirittura smarriti.
Gli riservarono anche il dispiacere e l’umiliazione di respingere la sua domanda alla prestigiosa École Normale Supérieure, una delle più importanti istituzioni accademiche francesi.
Non perché fosse incapace. Semplicemente non lo capivano, viveva in un futuro scientifico che i suoi contemporanei non percepivano.
Un ribelle anche nella vita
Il ventenne Galois non era soltanto un matematico geniale. Era anche un uomo (ora diventano uomini a quarant’anni) profondamente coinvolto nella turbolenta politica della Francia dell’Ottocento. Ed era turbolento pure lui.
Parigi era attraversata da forti tensioni tra monarchici e repubblicani. Galois si schierò con i movimenti repubblicani più radicali e partecipò con il suo solito piglio alla vita politica.
Per le sue posizioni fu arrestato più volte e trascorse anche periodi in carcere.
Era un carattere impulsivo, orgoglioso e combattivo. Un ribelle nelle piazze e un rivoluzionario nella matematica.
Il duello
Ho indagato, ho cercato dedicandoci parecchio tempo ma le ragioni del duello che portò alla sua morte restano ancora avvolte nel mistero. Una vita breve ma assai singolare.
Alcuni sostengono che fu a causa di una vicenda sentimentale, forse legata a una donna sposata o a una relazione complicata. Altri storici ipotizzano che dietro lo scontro vi siano state motivazioni politiche. Nella Parigi di allora la politica si viveva con impeto.
È però certo che Galois era conscio di avere poche possibilità di sopravvivere. Il suo avversario era noto come duellante esperto.
Ed è proprio questa consapevolezza che lo spinse a compiere il gesto più straordinario della sua vita.
La notte del testamento matematico
Galois, la notte prima del duello, non riposò come avrebbe dovuto. Rimase invece sveglio a scrivere.
Scrisse molte lettere. Agli amici repubblicani e soprattutto redasse quello che oggi è considerato il suo testamento matematico. Una lunga lettera all’amico Auguste Chevalier. Con febbrile urgenza scrisse molte pagine nelle quali distillò le molte idee sulle quali aveva lavorato negli anni appena trascorsi.
In queste pagine trascrisse intuizioni rivoluzionarie sull’analisi matematica, sulle frazioni continue e soprattutto sulle strutture algebriche che oggi nei testi matematici chiamiamo gruppi.
La nascita della teoria dei gruppi
Ho scoperto, ma ancora bene non ho capito, che con le sue idee Galois stava affrontando uno dei problemi più importanti dell’algebra. Comprendere cioè quando un’equazione polinomiale può essere risolta con radicali, cioè con le operazioni algebriche classiche. Abbiate fede per favore, credetemi sulla parola…
Il nostro giovane e ribelle amico per risolvere il problema di cui sopra si inventò addirittura un nuovo linguaggio matematico basato sulle simmetrie delle equazioni (chissà cosa vuole dire?). In ogni caso da questo sforzo intellettuale, da questa intuizione nacque la teoria dei gruppi, oggi uno dei pilastri della matematica moderna. Non so quali siano gli altri, mi darò da fare.
Quello che vi posso dire è che nel corso del tempo questa teoria è diventata fondamentale in molti campi della scienza, dalla fisica teorica alla meccanica quantistica, fino alla chimica e alla crittografia.
Quello che affascina e stupisce, me per primo, è che un’intera area della matematica nacque da quelle pagine scritte nella notte (una sola!) prima di un duello, prima della morte.
Le ultime parole di Galois
Prima di affrontare il suo destino, Galois scrisse una breve lettera al fratello minore Alfred. Le sue ultime parole sono diventate celebri: “Ne pleure pas, Alfred! J’ai besoin de tout mon courage pours mourir à vingt ans.”
“Non piangere, Alfred. Ho bisogno di tutto il mio coraggio per morire a vent’anni.”
Come ormai sapete, il giorno appresso fu ferito mortalmente durante il duello e morì poco dopo in ospedale. Aveva appena vent’anni.
Il riconoscimento dopo la morte
Per anni i suoi scritti rimasero poco studiati e poco compresi. Solo molto tempo dopo i matematici compresero la portata delle intuizioni di Galois. Il grande matematico Hermann Weyl scrisse in seguito: “Questa lettera, per la profondità e la novità delle idee che contiene, è forse uno degli scritti più straordinari dell’intera letteratura matematica.”
Oggi, solo oggi, Évariste Galois è considerato uno dei più grandi geni della matematica. Un’anima ribelle e geniale che, nella notte prima di morire, lasciò al mondo una delle idee più potenti della scienza moderna. Cosa dire di più di questo giovane uomo? Forse una cosa si può dire: “ speriamo ne nascano ancora
Giulio Valerio Santini

