Il primo ricordo di Camilla Guerrini legato alla danza ha la forma di un coccodrillo. Non un animale vero, ma la metafora usata dalla sua insegnante per descrivere un esercizio di stretching, le gambe distese come fauci spalancate. Aveva cinque anni, era l’oratorio del paese vicino a dove risiedeva, e da quel momento non ha più smesso.
Sono passati vent’anni. Oggi Camilla, classe 2001, è una ballerina professionista che ha portato i grandi classici del repertorio — Il lago dei cigni, Lo schiaccianoci, La bella addormentata, Giselle — sui palcoscenici di mezza Europa e degli Stati Uniti. Il suo percorso non è stato soltanto artistico: parallelamente alla carriera, ha sempre coltivato lo studio. Prima il diploma al Liceo Linguistico Marcelline Quadronno di Milano, oggi la facoltà di Psicologia.

«La danza e l’università sono due mondi diversi», racconta. «Ho avuto dubbi sul mio futuro da ballerina, ma mi sono resa conto che stare in platea, da spettatrice, mi stava stretto. Volevo ballare, essere sul palco.»
La formazione è stata rigorosa. Camilla ha studiato sia con il metodo Vaganova — più codificato, attento alla pulizia formale — sia con il sistema dell’American Ballet Theatre, che privilegia l’espressività e l’ampiezza del movimento. Ha superato ogni esame con distinzione, fino a diplomarsi nel 2020 al Centro Formazione AIDA di Milano, sotto la guida di Marisa Caprara.
Tra i maestri che l’hanno seguita, cita Manuela Ceretti, la cui determinazione nell’insegnamento era esemplare, e Biagio Tambone, già primo ballerino Teatro alla Scala e Maitre de Ballet del Corpo di Ballo Teatro alla Scala. «Volevo quel diploma a tutti i costi», dice. «Fare della mia passione un lavoro mantenendo un buon rendimento scolastico è stata la mia sfida personale.»

