L’orrore del silenzio
Città del Messico. Giugno 2018. Un muratore colpisce una parete. L’intonaco si incrina. Da dietro il muro, emerge un cranio umano.
Dietro quella parete c’era un corpo femminile rannicchiato, legato, imbavagliato. Le pareti mostravano graffi. Profondi. Disperati.
Quel corpo era di María Cristina Aguilar García, madre di tre figli, scomparsa nel 1996. I suoi figli hanno creduto per 22 anni che li avesse abbandonati e invece moriva dietro a un muro nella loro stessa casa.
Una madre cancellata
María Cristina aveva 31 anni. Viveva in via Del Bosque 24 con il marito, tale Julio Ernesto López Suárez, molto più anziano di lei, e i suoi tre figli.
Un giorno sparì. Il marito disse che era andata a una riunione di chiesa. Tre giorni dopo, scomparve anche lui. Nessuna denuncia, nessun allarme, nessun corpo. La casa abbandonata. I figli affidati a parenti. Il caso, chiuso nel silenzio.
Luis Enrique, il primogenito, ricorda: “Ho vissuto con la vergogna e la rabbia per l’abbandono. E invece mia madre stava morendo. Lì. In casa. Dietro un muro”
Il muro parlava
Nel 2018, la casa viene ristrutturata. Un operaio colpisce una parete secondaria. Cadono i calcinacci, poi ossa, i vestiti e infine un’intera persona.
La scientifica conferma: mani legate dietro la schiena con nastro adesivo, panno nella bocca, graffi sulle pareti interne. Era viva quando è stata murata.
Una morte lenta. Senz’aria. Senza aiuto. Le urla che si infrangono sulla parete che incombe. E nessuno ascolta. Il cuore che esplode nel petto, il respiro sempre più corto. Le unghie spezzate, le dita lacerate, il sangue scorre ma invano. Non può finire così avrà pensato María…E invece.
❝ È il silenzio il vero complice. Non l’assassino. Non il cemento. Ma chi guarda altrove. ❞
– Luis Enrique, figlio di María Cristina Aguilar García
Giustizia mai arrivata
La procura ha riaperto il caso. Il principale sospettato è il marito, sparito nel nulla. Oggi avrebbe circa 90 anni. E’ riuscito a sfuggire a incriminazione e interrogatori.
“Abbiamo odiato nostra madre per 22 anni”, ha detto il figlio. “E invece stava morendo e noi crescevamo sopra di lei.” La vita è crudele, assai alle volte. Uccisa e pure odiata innocente.
Non un caso isolato
Chi ha ucciso María Cristina non si è limitato a toglierle la vita: ha riscritto la sua storia, pezzo per pezzo. Prima ha fatto sparire il corpo. Poi ha costruito una menzogna attorno al vuoto che ha lasciato. La madre fuggita. La donna che se n’è andata da sola. E così, giorno dopo giorno, il silenzio ha fatto il resto perché la verità è questa: cancellare una donna è facile, se chi le sta intorno sceglie di guardare altrove.
Il quartiere non ha mai sospettato nulla. La polizia non ha mai cercato davvero. Il mondo ha continuato a vivere senza ascoltare. Dietro quella parete, invece, qualcuno stava morendo.
Chi tace, uccide due volte e scrive sempre la stessa storia che anche noi in Italia conosciamo bene.
Mi sono preso la briga di verificare che dimensioni ha questo fenomeno in Messico. Ecco il risultato, una iniezione di angoscia per tutti. Perdonatemi.
Giulio Valerio Santini
10 donne uccise ogni giorno
Ogni 24 ore, in Messico assassinano dieci donne. Una ogni 2 ore e mezza.
Fonte: INEGI, 2023
1 donna scompare ogni 3 giorni… e non torna mai più
“fuga volontaria”, il titolo più usato per i dossier. Nella maggior parte dei casi l’indagine è abbandonata.
Il 60% dei femminicidi avviene tra le mura domestiche
Il luogo più pericoloso per molte donne è la loro stessa casa.
Fonte: ONU Mujeres, 2022
Le autorità risolvono solo il 27% degli omicidi.
Più di 7 vittime su 10 non ricevono giustizia.
Fonte: Impunidad Cero, 2022
43 donne murate vive.
“Dal 2000 al 2023, ONG e giornalisti investigativi hanno documentato decine di casi in cui i carnefici hanno nascosto le vittime nei muri, sotto i pavimenti o nei cortili di casa.”
https://www.yucatan.com.mx/mexico/2018/06/04/encuentran-cadaver-dentro-una-pared.html

