Un mito della adolescenza
Sono nato nel 1960 e quindi sono un boomer. Sono felice di esserlo. Certo qualche rimpianto lo porto dentro ma se guardo al tempo trascorso il cuore si riempie di piena soddisfazione. Celentano direbbe: “…e mi dispiace per gli altri che sono tristi, che sono tristi”. 1967, un secolo fa!
Un secolo fa
E un secolo fa leggevo “I tre moschettieri”, di Alexandre Dumas. Cappa e spada. Avventura, amore e amicizia. C’era tutto, tutto quello che sarebbe poi servito nella vita. Tutto quello che oggi i giovani sembrano disprezzare. Nessuna trasgressione, eccesso. I moschettieri tre, e poi quattro con D’Artagnan, per combattere eroicamente non si calavano pastiglie e non sniffavano colla o altre porcherie. Amavano, non possedevano, non si usavano. Condividevano tutto, non era sharing opportunista, era vera amicizia. Forse Aramis era omosessuale, ma non importava a nessuno e tantomeno ad Aramis che certo non aveva bisogno di mostrare le sue terga su qualche carro variopinto.
Tutte queste belle cose era vere, non erano fantasie, almeno nel mio cuore e in quello dei miei compagni e compagne.
Ora, inaspettata, arriva la prova
Trovata la tomba di D’Artagnan?
Ho letto e il mio cuore in un istante ha fatto un balzo tornando indietro di sessanta anni. Possibile, si dai. Possibile!
Come in un romanzo, nel cuore di Maastricht, sotto il pavimento di una chiesa storica, è stata rinvenuta una sepoltura che potrebbe riportare alla luce uno dei nomi più iconici della storia europea. Charles de Batz de Castelmore d’Artagnan.
Il ritrovamento
Il ritrovamento è avvenuto durante lavori di restauro e indagini archeologiche su un edificio religioso risalente al XVII secolo, situato nell’area che durante l’assedio del 1673 rappresentava uno dei punti strategici della città. In particolare la Church of St. Peter and Paul, nel quartiere Wolder.
Non c’è purtroppo un nome inciso su una croce né su una lapide. Ma una serie di elementi quali posizione, datazione, caratteristiche della sepoltura, ha generato un’ipotesi che, se confermata, stravolgerebbe un racconto rimasto incompiuto per più di trecento anni.
Perché proprio lì?
Gli storici ci segnalano che la chiesa del ritrovamento si trova in una zona direttamente coinvolta nelle operazioni militari francesi durante l’assedio guidato da Luigi XIV.
Il mitico D’Artagnan sarebbe morto proprio durante l’attacco alle fortificazioni della città. Secondo gli usi militari dell’epoca gli ufficiali di alto rango erano sepolti in luoghi consacrati. Spesso nelle immediate vicinanze del campo di battaglia.
E la tomba rinvenuta presenta caratteristiche compatibili con un ufficiale di rango elevato. Per la posizione privilegiata all’interno della chiesa; la struttura della tomba più elaborata rispetto alle sepolture comuni; la datazione coerente con la seconda metà del Seicento.
Non sono prove certo ma neanche dettagli irrilevanti.
Cosa manca davvero per dire: è lui!
Alla data in cui scrivo non sono emerse conferme che la tomba sia davvero quella di D’Artagnan. Mancano le prove dirette però gli archeologi ci stanno lavorando e sono impegnati:
1. Analisi osteologica per capire età, corporatura e possibili segni di morte violenta compatibili con una battaglia;
2. Studio del contesto tipo materiali, posizione, eventuali resti di abiti o oggetti militari.
3. Ipotesi genetica. Un eventuale confronto DNA sarebbe possibile solo trovando discendenti documentati della famiglia de Batz-Castelmore. Operazione tutt’altro che semplice.
Cari lettori purtroppo siamo ancora nel campo delle ipotesi e delle probabilità. E il mio cuore freme.
Il problema è che D’Artagnan è sempre stato un senza tomba
Un elemento interessante, spesso trascurato, è che fino ad oggi non è mai esistita una tomba ufficialmente riconosciuta di D’Artagnan.
Con certezza si conoscevano il quando e il dove ma non dove fosse stato sepolto. Questa “assenza” ha contribuito ad alimentare il mito del Moschettiere.
Tra storia e leggenda
Il D’Artagnan che conosciamo deve moltissimo a Alexandre Dumas e al successo de “I tre moschettieri”.
Ma l’uomo reale era un ufficiale operativo, interno ai centri di potere, probabilmente coinvolto in missioni “sensibili” per la corona francese. Non un eroe romantico. Piuttosto un uomo esperto di apparato. Oggi potremmo dire un uomo di livello dei Servizi d’informazione.
E questo rende il ritrovamento ancora più interessante. Se quella tomba fosse davvero la sua, restituirebbe una dimensione concreta a una figura che Dumas ha reso quasi irreale.
Scoperta storica o suggestione perfetta?
Qui serve una domanda scomoda, ma necessaria. Quanto di questa vicenda è scoperta archeologica e quanto è costruzione narrativa contemporanea? Se riflettiamo emerge che il contesto è perfetto:
- un personaggio iconico
- una tomba “compatibile”
- un luogo coerente
- un vuoto storico da colmare
È la combinazione ideale per generare attenzione mediatica.
E non sarebbe la prima volta che la storia viene “guidata” da ipotesi affascinanti più che da prove definitive.
Cosa succede adesso
Nei prossimi mesi si giocherà tutto su analisi scientifiche e comparazioni storiche.
Se emergeranno dati concreti come segni di morte compatibili, conferme documentali, eventuali test genetici, potremmo essere davanti a una scoperta storica reale.
In caso contrario, resterà una delle ipotesi più affascinanti degli ultimi anni.
Una cosa però è certa
Qualora non fosse la tomba di D’Artagnan, il solo fatto che dopo trecento anni, nel 2026 si torni a cercarlo dice molto.
Non su di lui. Ma su di noi.
Tous pour un, un pour tous
Giulio Valerio Santini
https://it.wikipedia.org/wiki/Charles_de_Batz_de_Castelmore_d%27Artagnan

