Una nuova perizia riapre lo scenario giudiziario sul delitto di Garlasco, uno dei casi più discussi degli ultimi vent’anni. Il Tribunale di Pavia ha depositato un documento destinato a pesare sul futuro dell’inchiesta: secondo la genetista nominata dal giudice, Denise Albani, sotto le unghie di Chiara Poggi è presente Dna riconducibile ad Andrea Sempio.
È una conclusione che conferma, punto per punto, quanto già sostenuto in passato sia dal consulente della Procura, Carlo Previderè, sia dal genetista della difesa di Alberto Stasi, unico condannato in via definitiva per l’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007.
La perizia: “Elevatissima compatibilità con la linea maschile dei Sempio”
Il documento firmato da Albani parla di un Dna “comparabile e con una compatibilità elevatissima con la linea maschile della famiglia Sempio”. Una frase che pesa. Secondo la perita, il profilo genetico isolato sotto le unghie della vittima non sarebbe frutto di contaminazione generica o presenza casuale, ma riconducibile con forte probabilità al giovane che all’epoca dei fatti era amico del fratello di Chiara.
Andrea Sempio oggi è indagato nella nuova inchiesta aperta dalla Procura di Pavia. L’ipotesi di fondo è che il materiale rinvenuto possa avere un valore dinamico, cioè compatibile con un contatto avvenuto durante una colluttazione.
Una storia giudiziaria lunga 17 anni
La vicenda processuale del delitto di Garlasco è una delle più intricate della cronaca italiana. Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della fidanzata, dopo un lungo percorso giudiziario segnato da ribaltamenti e nuove analisi scientifiche.
Il suo nome resta scolpito nelle sentenze, ma le ricostruzioni fornite nel corso degli anni hanno lasciato aperte zone d’ombra. La difesa ha sempre contestato l’impianto accusatorio e aveva indicato più volte il tema del Dna sotto le unghie come elemento non adeguatamente valorizzato.
Cosa può accadere adesso
La nuova perizia non modifica automaticamente la condanna di Stasi, ma apre uno scenario diverso per la Procura e per il Tribunale. L’indagine su Sempio è in corso e il giudice dovrà valutare come e se questo dato genetico possa essere inserito in un quadro probatorio solido.
Il Tribunale dovrà anche stabilire se il nuovo elemento può avere un impatto sulla verità processuale finora affermata o se rappresenta un tassello isolato, non sufficiente a riaprire formalmente il caso.
Un rebus ancora aperto
A diciassette anni dall’omicidio, l’esame delle tracce biologiche torna al centro della scena. Se l’esito della perizia dovesse trovare conferme, il delitto di Garlasco potrebbe imboccare una nuova fase giudiziaria. Una svolta che riaccende domande mai sopite e che rischia di rimettere in discussione uno dei verdetti più controversi degli ultimi decenni.
La Redazione di National Daily Press

