lIl 23 luglio gli Stati membri dell’Unione europea hanno adottato il ventunesimo pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia, con l’obiettivo di limitare la capacità di Mosca di finanziare la sua guerra illegale e di effettuare attacchi contro i civili ucraini e le infrastrutture civili. Il pacchetto contiene 218 elenchi aggiuntivi, tra cui 48 individui e 170 entità – il numero più alto dall’inizio della guerra. Le misure si concentrano sui settori con il maggiore impatto: energia; servizi finanziari, comprese le cripto-attività; commercio; il complesso militare-industriale russo. Inoltre, gli Stati membri hanno raggiunto un accordo che apre la strada a un divieto di ingresso nell’Unione per i combattenti russi. Per quanto riguarda le misure energetiche, il pacchetto prevede aggiustamenti del tetto sui prezzi del petrolio, ossia l’Unione ha deciso di sospendere l’adeguamento del tetto sui prezzi concordato nel 18° pacchetto di sanzioni per un anno intero, fino a luglio 2027 (il cosiddetto price cap è una misura economica che abbassa il limite massimo al prezzo del petrolio greggio russo, riducendo le entrate di Mosca ed evitando il blocco totale dei mercati globali). Resta tuttavia la possibilità di rivedere prima il tetto sui prezzi in caso di andamenti eccezionali del mercato. A ciò si aggiunge il divieto di utilizzare determinate infrastrutture: sono designati infatti sia un certo numero di porti e aeroporti russi, sia alcune raffinerie. Nel caso della raffineria di Kulevi, in Georgia, l’inserimento nell’elenco entrerà in vigore con un ritardo di sei mesi, per dare alla raffineria il tempo di diversificare l’approvvigionamento di petrolio greggio russo. A seguito di una valutazione della Commissione, il Consiglio deciderà se sia ancora necessario mantenere la raffineria nell’elenco. Segue poi la rivendita di navi cisterna per il gas naturale liquefatto (GNL): il pacchetto introduce un obbligo di notifica per le vendite di tali navi a Paesi terzi. Per quanto riguarda il trasferimento di GNL verso Paesi terzi e gli acquisti connessi a tali trasferimenti, anche in questo caso è stata introdotta un’esenzione temporanea della durata di un anno, soggetta a rinnovo, per garantire certezza del diritto. Il pacchetto prevede inoltre un divieto relativo ai servizi dei terminali GNL, che riguarda non solo gli operatori russi e dell’UE, ma anche gli operatori di Paesi terzi non russi controllati da società russe. In questo contesto, 41 navi in più rispetto alle 632 già sanzionate (la cosiddetta flotta ombra) saranno soggette a un divieto di accesso ai porti e a un divieto di ricevere servizi; il pacchetto amplia inoltre l’elenco dei commercianti di petrolio soggetti a un divieto di transazione, dato il loro ruolo di intermediari nel commercio di petrolio russo in violazione delle sanzioni dell’UE. Dal punto di vista delle restrizioni finanziarie e delle cripto-attività, il pacchetto amplia sia l’elenco delle banche di Paesi terzi sia l’elenco delle banche russe soggette a divieto di transazione: più di 100 banche russe in totale sono ora soggette a questi divieti. Il pacchetto introduce anche un divieto specifico per i servizi relativi alle cripto-attività nei Paesi terzi ed estende il divieto, per i cittadini russi, di possedere, controllare o sedere nei consigli di amministrazione di qualsiasi società che offra servizi di cripto-attività. Sul fronte delle restrizioni sui visti, il pacchetto pone le basi per un divieto generale di rilascio del visto ai combattenti e agli ex combattenti delle forze armate russe e di altri gruppi per procura che partecipano alla guerra di aggressione russa in Ucraina. Introduce inoltre misure fondamentali per la protezione giuridica degli operatori dell’UE contro le azioni legali abusive utilizzate come ritorsione per le sanzioni dell’UE.
Per quanto riguarda le misure commerciali, sono stati imposti nuovi divieti e restrizioni all’esportazione: il pacchetto comprende articoli e tecnologie il cui blocco dovrebbe ostacolare ulteriormente lo sforzo bellico russo sul campo di battaglia. Ciò include alcune polveri metalliche e leghe utilizzate nel settore aerospaziale russo e per la produzione di droni, oltre a restrizioni su tecnologie correlate (ad esempio le apparecchiature di disturbo). Per quanto riguarda le importazioni, il pacchetto comprende divieti su una serie di merci, tra cui il blocco dei processi di diversificazione conclusi nel settore delle importazioni di minerali metallici. Questo pacchetto, infine, aggiunge 51 entità all’elenco di quelle che fanno parte del complesso militare-industriale russo, lo sostengono, o consentono l’elusione delle sanzioni dell’UE. Ciò comprende 24 entità stabilite in Russia e 27 in Paesi terzi, ossia 14 in Cina (di cui 4 a Hong Kong), 4 in Turchia, 3 in Kirghizistan, 2 in India, 2 in Kazakistan e 2 negli Emirati Arabi Uniti.


