Ritengo che il mondo, necessiti di autori che abbiano voglia di rischiare e si interessino seriamente per le questioni sociali, dimenticando per un po’ i loro problemi narcisistici! (Günter Grass)
Scrittore, poeta, saggista, drammaturgo, scultore e pittore tedesco, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1999, morto nel 2015, ci suggerisce che è vero, che noi ci lamentiamo del male che è nella nostra vita e nella nostra società (pensiamo con dolore e con sdegno a tanti mali: sequestri, vittime della droga, della violenza, della guerra, della corruzione…), ma dobbiamo anche domandarci donde nasce tutto questo male! Nasce dal non voler accogliere gli altri, ma neppur sé stessi; dal non concedere tempo e attenzione alle persone, dal non interrogarci su che cosa è propriamente il bene che diciamo di volere agli altri e che auguriamo (tutti siamo e gridiamo per la pace, ma… chi veramente la vuole?). Se avessimo il coraggio e la pazienza di esaminare i vari beni che auguriamo a noi e agli altri arriveremmo a scoprire che essi ci rinviano sempre oltre, verso una vita, una luce, una fedeltà che sono i doni divini recati a noi e offerti, affinchè il mondo risulti sempre più abitabile e “godibile”.

