Chiunque sia felice, rende felici anche gli altri. Chi ha coraggio e fede non morirà mai in miseria! (Anne Frank)
Giovane scrittrice ebrea tedesca, divenuta un simbolo della Shoah per il suo diario, morta nel 1945, sottolinea i “diversi linguaggi comunicativi” (quello verbale, quello corporeo, quello della sofferenza, quello della gioia, quello dello stupore, ecc.). Il modo di comunicare, purtroppo, in questa nostra società non guarda al fine educativo o socializzante del comunicare, ma prevalentemente al consumo della notizia più o meno “attraente” (dando per scontato il presupposto che ogni essere umano sia portatore di una capacità di libertà vera e di una responsabilità autentica di fronte a sé stesso e agli altri uomini -compiendo un atto di fiducia-, ribadendo che occorre ripartire dalla capacità di consapevolezza di “costruire insieme il destino comune”!). Chi ha questa serenità nel cuore (e ci vuole coraggio e fede per accoglierla e per accrescerla sempre più), non solo riesce ad affrontare tutto quello che l’avventura della vita propone o impone, ma anche lo trasmette e “non morirà mai in miseria”.

