Un uomo non dovrebbe mai vergognarsi di confessare di aver torto; che poi è come dire, in altre parole, che oggi è più saggio di quanto lo fosse ieri! (Jonathan Swift)
Scrittore, poeta e pastore anglicano irlandese, morto nel 1745, ci evidenzia come lo scorrere del tempo, sia nei grandi avvenimenti che nei piccoli -quelli cioè che ci coinvolgono-, sin dalle origini dell’umanità la “matassa” degli eventi buoni e quelli cattivi della storia si intrecciano in un filo provvidenziale (con luci e ombre). Questo vale anche per l’esperienza di ognuno! All’uomo, quindi anche a ciascuno di noi, è data questa caratteristica peculiare del tempo (e forse mai come oggi l’uomo è diventato così sensibile ai fattori “tempo” ed “evoluzione” e il rischio, però, diventa quello di correre freneticamente contro ”i mulini a vento”) che, non solo non deve essere sciupato, ma deve essere valorizzato sempre più. Nessuno di noi è perfetto, ma maturiamo nell’esperienza della vita… soprattutto se ci accorgiamo degli errori fatti, avendo però l’accortezza di non ripeterli e quindi diventa indispensabile cambiare (possono davvero diventare un’opportunità per accrescere la nostra umanità, ma è necessario però accrescere la nostra umiltà e la nostra tolleranza).

