Le persone, i bambini, i vecchi, hanno ognuno una propria bellezza… ma credo che la mancanza del bello intorno a noi provochi l’abbruttimento generale! (Adriano Celentano)
Cantante, showman, attore, regista, sceneggiatore, compositore, conduttore televisivo, umorista, comico, produttore discografico italiano, ci dice che tutte le età della vita rivelano un loro significato educativo e morale… che rende bello e gustoso l’esistere umano. Quando non avviene ciò, purtroppo, tutto il nostro modo di vivere e di concepire la vita stessa si riduce e si rattrappisce (e possiamo così esprimerla: “anche oggi me la sono cavata”). La bruttezza, che è il contrario della bellezza, è intesa come la percezione di un’assenza e l’accumulo d’imperfezioni, che suscita indifferenza o scarso gradimento estetico. Il bello invece si esprime in “bellezza oggettiva” (dove spesso è in funzione del tempo e della propria cultura, ma perdura e resta valida perché alcuni valori estetici sono indisponibili a noi) e in “bellezza soggettiva” (dove su di essi vi è l’influenza del gusto personale e comporta che vi sia un’armonia che suscita così nell’osservatore un senso e l’esperienza di attrazione, di affezione, di piacere e di salute).

