Spesso cerchiamo disperatamente la felicità rincorrendo chimere,… senza accorgerci che sono le semplici cose a rallegrarci il cuore: la natura, con le sue stagioni, gli amici, l’amore, le risate, una passeggiata sulla riva del mare! (Romano Battaglia)
Giornalista, scrittore e poeta italiano morto nel 2012, ci suggerisce, tra le diverse cose, la semplicità che non è sinonimo di dabbenaggine e credulità, né una certa maniera di fare senza criterio o di parlare stupidamente di tutti e di tutto (anche delle cose “intime” dette in confidenza). Gesù stesso propone di farsi semplici, ma aggiunge di essere prudenti come serpenti (Mt.10, 16), cioè retti e diritti in questo mondo di lupi; semplice è l’occhio sano, che permette di vedere bene e che “cammina nella luce”. La verità è quella virtù che fa l’uomo retto, e, la sua vita una vita di rettitudine, lo rende vero e giusto ed è in opposizione alla falsità o doppiezza (anche in quella morale): se ce ne fosse bisogno diventa possibile anche “il cambio di opinione”. Non ammette falsità (ipocrisia, adulazione, ricercatezza vacua e vanitosa) e menzogna… gusta e si stupisce delle piccole cose!

