Capire i saliscendi dei mercati per evitare gli errori che costano più denaro
Una delle domande più frequenti tra chi si avvicina agli investimenti è apparentemente molto semplice: «Perché il valore dei miei investimenti sale e scende continuamente?»
La domanda è comprensibile. Dopotutto siamo abituati a pensare che il denaro debba essere stabile. Se sul conto corrente abbiamo 10.000 euro, domani troveremo ancora 10.000 euro. Quando invece osserviamo un investimento e vediamo che un giorno vale 10.000 euro, una settimana dopo 9.700 e il mese successivo 10.300, la sensazione può essere molto diversa.
Per molti risparmiatori queste oscillazioni rappresentano una fonte di preoccupazione. Alcuni controllano il valore del proprio investimento ogni giorno. Altri si spaventano alla prima discesa e decidono di vendere. Altri ancora rinunciano del tutto a investire perché non sopportano l’idea di vedere il proprio patrimonio muoversi.
Eppure proprio qui si nasconde uno dei concetti più importanti dell’educazione finanziaria. Le oscillazioni non sono un difetto degli investimenti. Sono il loro normale funzionamento.
Il prezzo della crescita
Per capire meglio immaginiamo di acquistare un appartamento.
Se ogni giorno qualcuno ci dicesse quanto vale in quel preciso momento, probabilmente scopriremmo che il prezzo sale e scende continuamente in base al mercato immobiliare, alla domanda, ai tassi di interesse e a molti altri fattori. Sapete come incide sul prezzo un evento criminale avvenuto nella zona di interesse? Moltissimo nell’immediato ma poi si riprende.
La differenza è che normalmente non riceviamo una quotazione quotidiana della nostra casa. Con un investimento finanziario, invece, il prezzo è visibile in ogni momento.
Questo non significa che il bene sia più rischioso. Significa semplicemente che vediamo continuamente le variazioni del suo valore.
Le oscillazioni sono il prezzo che si paga per avere la possibilità di ottenere un rendimento nel tempo.
Chi fa muovere i mercati
Molti immaginano che dietro i movimenti di Borsa ci sia una sorta di regia misteriosa. La realtà è molto più semplice.
Ogni giorno milioni di persone, fondi pensione, compagnie assicurative, banche, aziende e investitori comprano e vendono strumenti finanziari.
Se prevalgono gli acquisti, i prezzi tendono a salire. Se prevalgono le vendite, i prezzi tendono a scendere.
A influenzare queste decisioni possono essere fattori molto diversi:
| dati economici; | crisi geopolitiche; |
| inflazione; | guerre; |
| tassi di interesse; | decisioni delle banche centrali; |
| risultati delle aziende; | aspettative degli investitori. |
Spesso i mercati reagiscono non tanto a ciò che accade oggi, ma a ciò che gli operatori si aspettano accada domani.
Il rischio non è l’oscillazione
Questo è forse il concetto più importante dell’intero articolo. Molti confondono l’oscillazione con il rischio. Non sono la stessa cosa.
Se un investimento perde il 5% in una settimana e recupera nei mesi successivi, abbiamo assistito a un’oscillazione. Il vero rischio è un altro.
È vendere nel momento sbagliato, investire denaro che servirà tra pochi mesi, acquistare strumenti che non si comprendono. È concentrare tutto il patrimonio in un’unica soluzione.
In altre parole, il problema spesso non è il movimento del mercato ma il comportamento dell’investitore.
Un esempio molto concreto
Immaginiamo due persone. Entrambe investono 20.000 euro. Dopo sei mesi arriva una fase negativa e il valore scende a 18.000 euro.
La prima persona, Giulio, si spaventa e vende. La perdita diventa definitiva. La seconda, Valerio, comprende che il proprio obiettivo è a lungo termine e mantiene l’investimento.
Dopo alcuni anni il mercato recupera e continua a crescere. Le due persone hanno vissuto la stessa oscillazione.
Ma hanno ottenuto risultati completamente diversi. La differenza non è stata il mercato, è stata la reazione.
Perché guardare il conto investimenti ogni giorno è spesso un errore
Se controllassimo il peso sulla bilancia dieci volte al giorno probabilmente impazziremmo.
Con gli investimenti accade qualcosa di simile.
Osservare continuamente le variazioni quotidiane tende ad amplificare le emozioni.
Piccoli movimenti che nel lungo periodo sono irrilevanti possono sembrare enormi se osservati ogni ora.
Molti studi hanno dimostrato che chi controlla ossessivamente il proprio portafoglio tende a percepire più rischio di quanto ne esista realmente.
Per questo molti investitori di successo dedicano più tempo alla pianificazione che al controllo quotidiano delle quotazioni.
Nessun investimento cresce in linea retta
Esiste un errore molto diffuso. Pensare che un buon investimento debba salire sempre. La realtà è esattamente opposta.
Praticamente tutti gli investimenti che hanno generato rendimenti significativi nel lungo periodo hanno attraversato fasi di discesa, crisi e momenti di forte incertezza. Anche i mercati più solidi della storia hanno vissuto crolli temporanei.
La crescita non avviene in linea retta. Assomiglia molto di più a una lunga salita fatta di accelerazioni, rallentamenti e qualche passo indietro.
La domanda giusta da porsi
Quando un investimento oscilla, la domanda non dovrebbe essere: «Perché sta scendendo?» Ma piuttosto: «Il motivo per cui ho investito è cambiato?»
Se la risposta è no, spesso l’oscillazione è semplicemente parte del percorso.
Comprendere questo meccanismo significa fare un enorme passo avanti nella propria maturità finanziaria.
Le mie conclusioni
Le oscillazioni dei mercati non sono un’anomalia da temere ma la normale conseguenza del fatto che milioni di persone prendono decisioni ogni giorno.
Chi investe deve imparare a distinguere tra il rumore quotidiano dei mercati e gli obiettivi che intende raggiungere nel tempo.
Perché molto spesso il nemico più pericoloso per un investimento non è una crisi finanziaria.
È la paura.
Giulio Valerio Santini
Business Advisor
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