“ Sono Gimpel l’idiota. Secondo me non sono un idiota, ma è così che mi chiamano”.
Così l’esordio del racconto che dà il nome alla raccolta di Singer.
Gimpel è l’idiota del villaggio, quello che viene deriso e imbrogliato sin da piccolo. Crede ad ogni cosa gli dicono e, nonostante le numerose bugie che gli sono state raccontate, pensa “Che cosa ci guadagno a non credere? Oggi non credo a tua moglie, domani magari non hai più fede nemmeno nel Signore Iddio”.
Ma forse la verità l’ha capita proprio Gimpel: “ Se una cosa non succede nella realtà, qualcuno se la sogna di notte, se non succede oggi, succederà domani, fra un secolo o l’anno prossimo. Che importa?”.
Chi è l’idiota? Singer offre un ribaltamento dell’idea comune. Gimpel è buono, resiliente, positivo; gli abitanti del villaggio sono meschini, banali, vuoti.
Così Singer anche nei successivi racconti: la sua ironia, la sua profondità, ci porta a grandi riflessioni sulla vita. Tra riscritture di racconti popolari, come “ L’ Ammazzamogli” e numerosi altri che narrano di usanze, tradizioni e leggende, ci troviamo a vivere storie dal sapore antico con insegnamenti universali.

Il viaggio è breve ma molto intenso.
Ci ritroviamo, ne “Al lume delle candele dei morti”, davanti a due candele votive, una lunga e una corta. Dicono che da quelle candele si possa capire la sorte di coloro alla cui memoria sono dedicate: se le loro anime non hanno trovato pace, le fiammelle sfrigolano e vacillano.
Un ex becchino racconta la sua paura dei morti.
Quando un demone è stanco di rincorrere il tempo passato o di girare sulle pale di un mulino a vento, può prendere dimora in uno specchio e rimanervi appostato come un ragno. La premessa del racconto “ Lo specchio “ non rincuora, soprattutto le giovani donne vanitose, come Zirel, la protagonista del racconto.
I due s’incontrano mentre Zirel si rimira vanitosa nello specchio. Lui la lusinga e la fa ridere. La tentazione. Un racconto amaro che fa eco alle leggende della tradizione russa con demoni, streghe, rituali e preghiere.

E, ancora leggiamo: Sono uscito io, per metà spirito e per metà demone, per metà aria e per metà ombra, con corna di capro e ali di pipistrello, con la mente di un dotto e il cuore di un brigante.
Le prime righe del racconto “ Dal diario di un non nato”. Una storia divertente e triste nello stesso tempo. Il male che entra nelle vite semplici e umili per rubare la loro anima a Dio.
La storia della pubblicazione di questi racconti ce la narra l’autore stesso nella prefazione al libro. Intorno agli anni Venti, Singer e’un giovane e promettente scrittore. Boris Kletzkin, un imprenditore editore yiddish, accetta di pubblicare i suoi romanzi. Dopo la consegna della prima stesura, Singer decide di rinunciare a pubblicarli perché non li ritiene validi. Qualche anno dopo si trasferisce in America. Trascorreranno ancora ventisette anni prima di veder pubblicati i racconti che segneranno un grande successo anche dí pubblico e la notorietà dell’autore.

Con il suo stile semplice e diretto, regala dei quadretti emozionanti fra realismo e magia, fra tradizione e vita quotidiana.
Descrive le dinamiche dell’animo umano attraverso storie in apparenza semplici ma molto profonde.
Isaac Bashevis Singer è stato uno scrittore e traduttore polacco di lingua yiddish. Nasce in Polonia da un padre rabbino chassidico. Inizia a scrivere giovanissimo. Il fratello Israel Joshua è anche lui un grande scrittore. Si trasferisce poi in America dove raggiunge un grande successo. Nel 1978 ottenne il Premio Nobel. Ha scritto numerosi romanzi e ottenuto molti riconoscimenti.
Leggerlo perché
Con semplicità, fa riflettere molto.
Neo
Singer crea dipendenza

