Per far crescere un bambino, ci vuole un intero villaggio! (Proverbio africano)
Dalla saggezza di questo popolo, possiamo trarre e rimarcare… il ruolo dell’educatore, che primariamente e giustamente spetta alla famiglia (al papà, con tutta la sua “mascolinità” e alla mamma, con tutta la sua “femminilità” e ovviamente con tutto il loro “bagaglio educativo”), poi, pian piano, si integrano e si inseriscono altre “agenzie educative”, in una circolarità che si allarga sempre più. Educare è un atto d’amore, è trasmettere la vita; è esigente, chiede di impegnare le nostre migliori risorse, di risvegliare le passioni e mettersi in cammino insieme. La coerenza, con la testimonianza, sono fattori determinanti nell’arte dell’educare ed è per questo che tutti dovremmo sentirci educatori ed educati. Occorrerebbe una “formazione permanente” (certamente, e non può essere altrimenti: ognuno deciderà e considererà quanto e dove gli è possibile).

