Il 3 giugno l’eurodeputato Nicola Zingaretti (S&D) ha annunciato l’avvio dell’iter parlamentare per il nuovo Patto per il Mediterraneo, presentato dalla Commissione europea alcune settimane prima. In qualità di relatore del Parlamento europeo sul dossier, Zingaretti ha illustrato per la prima volta la proposta alla Commissione Affari Esteri (AFET) dell’Eurocamera. Secondo Zingaretti, a trent’anni dal cosiddetto “processo di Barcellona”, l’ambizione di fare del dialogo euro-mediterraneo un pilastro geopolitico dell’integrazione europea non si è concretizzata. Pur riconoscendone il valore come grande intuizione e importante sfida politica, l’eurodeputato ha sottolineato come l’instabilità sia aumentata, i conflitti si siano moltiplicati e nuovi attori globali abbiano acquisito un ruolo crescente anche nell’area mediterranea. In questo contesto, la Commissione europea ha lanciato una nuova iniziativa, proponendo un nuovo bilancio e la nomina di un commissario dedicato. Tuttavia, secondo Zingaretti, ciò non è sufficiente. A suo avviso, non si può attendere esclusivamente l’azione dei governi per ricostruire un clima di cooperazione e dialogo. Il Patto individua quindi una serie di strumenti di collegamento, confronto e collaborazione tra gli attori economici, sociali e culturali del Mediterraneo, tra cui università, imprese, istituti professionali e start-up. La proposta di Zingaretti si articola attorno a tre pilastri principali: le persone, considerate la forza trainante del cambiamento, delle connessioni e dell’innovazione; economie più forti, sostenibili e integrate; sicurezza, preparazione e gestione delle migrazioni. Sul primo punto, l’eurodeputato ha precisato di aver promosso numerose audizioni e incontri con la società civile, associazioni, istituti storici e altri soggetti impegnati sui temi del Mediterraneo. Da questi confronti è emerso un elemento comune: la soddisfazione per l’avvio di un processo concreto, che non si limita a un elenco di buone intenzioni, ma punta a tradursi in iniziative e atti tangibili. Zingaretti si è inoltre espresso sul Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), sottolineando che nel prossimo bilancio europeo sarà “importante verificare quante risorse si vogliono destinare a questo lavoro di dialogo e di confronto”. Ha inoltre evidenziato l’intenzione di istituire un fondo dedicato al Patto per il Mediterraneo all’interno del QFP e di richiedere un incremento delle risorse nell’ambito del programma Global Europe. Un altro punto centrale della proposta riguarda il riconoscimento del diritto al nome per i cittadini morti nel Mediterraneo, affinché le persone non vengano ridotte a semplici numeri. Su questo tema, Zingaretti ha precisato che sarà necessario costruire un consenso, innanzitutto all’interno della maggioranza europeista. Già il 13 maggio l’eurodeputato aveva presentato la bozza di relazione del Parlamento europeo sul Patto per il Mediterraneo. Per quanto riguarda le tempistiche, ha spiegato che il voto in Commissione Affari Esteri è previsto per il 10 settembre, mentre l’approvazione in sessione plenaria potrebbe avvenire nella sessione di ottobre, prevista tra il 2 e il 3 ottobre.


