La grandezza dell’uomo è grande nel suo conoscersi miserabile! (Blaise Pascal)
E’ stato un matematico, fisico, filosofo e teologo francese, morto nel 1662 e ci dice come l’essere umano debba essere cosciente (purtroppo non sempre lo è!) della sua grandezza ed ingegnosità e, nello stesso tempo, della sua fragilità e debolezza. Un grande uomo, credente e cardinale così si definiva: né sazio, né disperato! Ma vorrei sottolineare cosa, in un decreto del Concilio Vaticano II, si dice dell’uomo: “L’uomo vale più per quello che è, che per quello che ha” (G.S. 35); ecco la differenza tra la vita deformata dal peccato e quella illuminata dalla grazia. Dal cuore dell’uomo rinnovato secondo Dio, provengono i comportamenti buoni: parlare sempre con verità ed evitare ogni menzogna, non rubare, ma piuttosto condividere quanto si possiede con gli altri, specialmente con chi è nel bisogno; non cedere all’ira, al rancore e alla vendetta, ma essere miti, magnanimi e pronti al perdono… e non cadere nella maldicenza.

