Il coniglio perché?
Questa volta la domanda me la sono fatta. Per anni, con l’avvicinarsi della Pasqua, ho notato un elemento curioso. Accanto alle solite uova di cioccolato, più o meno grandi in funzione della congiuntura economica, si insinua sempre una presenza curiosa.
Un coniglio, sì un coniglio. L’avrete visto anche voi. Possibile? Sono sempre rimasto perplesso ma non mi sono mai fatto la domanda più normale che ci sia. Perché c’è un coniglio accanto alle uova di Pasqua? Cosa centra, è un mammifero che partorisce i suoi piccoli. Non depone uova, tantomeno quelle di Pasqua.
Tardivamente curioso ho indagato. Come sempre la nostra storia offre tantissimo. Basta prenderne a piene mani.
Chi era Eostre e perché il suo nome torna ad ogni Pasqua
Eh sì, può sembrare quasi ironico che un simbolo così commerciale come il coniglio di Pasqua affondi forse le sue radici in un mondo antico fatto di riti stagionali e simboli pagani. Eppure è da qui che prende forma la figura, sfuggente e affascinante, della lepre di Eostre.
La dea Eostre compare in una sola fonte rilevante. Beda il Venerabile, che nell’VIII secolo collega il mese primaverile Eosturmonath a una divinità femminile celebrata in quel periodo.
Al di là delle ricostruzioni moderne, spesso fantasiose, la realtà è più sobria. Le fonti sono pochissime e concentrate proprio su Beda.
La lepre non compare in Beda ma finisce lo stesso al centro del racconto
Colpo di teatro. Beda parla di Eostre, ma non parla affatto di lepri. La famosa “lepre di Eostre”, dunque, non viene fuori da una testimonianza diretta anglosassone che dica: ecco la dea, ecco il suo animale sacro. Quel collegamento nasce dopo, attraverso ricostruzioni erudite, tradizioni e interpretazioni simboliche sviluppate nei secoli successivi. Nessun coniglio estratto dal cilindro!
Non serve essere antropologi per capire il meccanismo. Primavera significa ritorno della vita, e pochi animali evocano la fecondità quanto lepri e conigli. La natura, sotto questo profilo, è molto meno diplomatica dei nostri manuali.
Questa carica simbolica della lepre va ben oltre la sola area anglosassone. Il punto, però, è non fare il salto triplo senza rete. Una cosa è dire che la lepre è da tempo simbolo di fertilità e rinascita; altra cosa è affermare con certezza documentale che fosse l’animale ufficiale di Eostre. La prima affermazione regge. La seconda, storicamente, resta ipotetica.
Come nasce l’Osterhase, la lepre pasquale della tradizione tedesca
Per trovare una tradizione più concreta bisogna guardare al mondo germanico, dove tra Seicento e Settecento compare l’Osterhase, la lepre che porta uova ai bambini. Qui il racconto esce dal mito e diventa folklore documentato, destinato poi a diffondersi oltre i confini europei.
Con gli immigrati tedeschi, la figura arriva negli Stati Uniti e si trasforma nel moderno Easter Bunny, fino a diventare un simbolo globale. Il paradosso di una lepre che “consegna” uova, pur non deponendole, non è un errore, ma il cuore del simbolo. L’uovo rappresenta la nascita, la lepre la vitalità. Non è biologia, è cultura.
Il coniglio di Pasqua è il risultato di una lunga sovrapposizione culturale
Ridurre tutto a “cristiano” o “pagano” è una semplificazione. La Pasqua celebra la resurrezione, ma cade in un periodo da sempre legato alla rinascita della natura. Due livelli simbolici che finiscono per sovrapporsi.
La lepre di Eostre non è tanto una certezza storica quanto un segno di continuità culturale. L’immaginario della primavera, della fertilità e della luce si è trasformato nel tempo. Da rito stagionale a festa religiosa, poi tradizione popolare e infine fenomeno commerciale globale. Triste fine del coniglio, forse il centro commerciale è peggio che finire arrosto.
Però non è una perdita automatica di significato, ma una trasformazione. Anche quando il simbolo sembra ridursi a oggetto di consumo, sotto la superficie resta fortunatamente una lunga stratificazione culturale.
l mistero delle tre lepri
Avete visto cari lettori. In qualche riga siamo sprofondati nella storia, nelle sue leggende e in misteri affascinanti. Se fossi un Massone non la smetterei più.
Eccoci alle tre lepri. Ho scoperto che è una decorazione presente in chiese medievali europee. Raffigura tre animali che si inseguono condividendo le orecchie, in un simbolo tanto affascinante quanto enigmatico. Interpretato talvolta in chiave cristiana, talvolta come eredità di tradizioni più antiche, dimostra quanto la lepre sia stata, nei secoli, un segno ricorrente e mai marginale.
Non prova un legame diretto con Eostre, ma rivela una continuità simbolica profonda. La lepre attraversa culture e epoche perché incarna trasformazione e ciclicità. La cosiddetta lepre di Eostre, infatti, non è una certezza storica, ma il risultato di una lunga stratificazione tra mito, folklore e tradizione.
Il coniglio di Pasqua nasce proprio da questa sovrapposizione: un compromesso culturale tra religione, immaginario e commercio. E anche se oggi appare spesso semplificato, sotto la superficie resta una memoria più antica, che continua a raccontarci silenziosamente la storia profonda dell’Europa. Una storia bellissima da difendere.
Però mi rimane un dubbio. L’animale di cioccolato che vediamo al supermercato vicino alle uova di Pasqua è un coniglio o una lepre? Il mistero continua.
Giulio Valerio Santini

