Gli uomini devono molto più alla povertà che alla ricchezza. Infatti le ricchezze li rendono grassi, ottusi e pesanti; mentre la povertà li fa snelli, leggeri, sottili d’ingegno e temibili dai loro nemici! (Aristofane)
E’ stato un commediografo greco antico, uno dei principali esponenti della Commedia antica insieme a Cratino ed Eupolie… (occorre precisare innanzitutto che non vi è l’elogio all’indigenza, anzi! La povertà è intesa come sobrietà) ci dice che dobbiamo vigilare sull’opulenza, non tanto e solo per un’estetica esteriore, ma perché anche questa “ricchezza” riduce diverse componenti della nostra umanità. Infatti la ricchezza, spesso, sfocia nella corruzione (ed è un cancro che si insidia nella gestione sconsiderata del denaro, nelle scorrettezze amministrative, nella facilità dello sperpero e dello spreco dei beni che sono dati per tutti…).

