Non bisognerebbe guidare distrattamente, ma quel giorno ero svogliata e non curante. Tutto frutto dell’ennesima commissione imprevista! Mi girai a guardare il paesaggio e per poco non investii l’auto davanti a me. Anzi, le auto davanti a me, ferme, che stavano in coda attendendo pazientemente il loro turno.
Osservai meglio. Non era una coda qualunque: oltre alle auto, numerose persone al ciglio della strada si avviavano a piedi nella stessa direzione, chi chiacchierando sommessamente, chi intenti ad osservare i propri passi. Non riuscivo a vedere una meta chiara, visto che era nascosta dal palazzo in fondo alla via.
I vecchi piedi
Questa scena si agganciò ad un ricordo del passato, della mia gioventù. Tutte quelle coppie di piedi in fila, ordinati, non rumorosi, mi portò alla mente la sequenza persone che andava a ricevere la comunione nella mia vecchia parrocchia. Quando dirigevo il coro liturgico, dalla posizione in cui ero non riuscivo mai a vederne i volti, ma solo le scarpe. Un flusso che lentamente si dirigeva verso il sacerdote. Conoscevo ogni coppia di piedi che vedevo passare: signore anziane con le scarpe deformate, ragazze in scarpe da ginnastica, signorine con scarpe di vernice, uomini datati con le scarpe comode e padri di famiglia comodi con le coppie di piedini a lato. Li conoscevo uno per uno, avevamo fatto un tratto di vita insieme. Ad ogni comunione cercavo quel momento in cui vedevo tutti i piedi insieme, per lo stesso intento, sullo stesso percorso.
Un po’ di curiosità
Presa dalla prima curiosità della giornata, immaginai di vedere una nuova chiesa. Mi misi in paziente attesa per arrivare alla meta, come tutti gli altri.
Dopo circa 20 minuti svoltai l’angolo e capii il perché di tanto interesse. Era in realtà un nuovo centro commerciale, appena inaugurato.
MI pervase una amarezza, un senso di distacco e di nostalgia indicibile: la fila di piedi che mi si parava davanti era ora un vociare disordinato, risa e clacson verso i nuovi acquisti. Con disgusto sterzai e invertii la marcia, lasciandomi alle spalle la “nuova chiesa” promettendomi di passare in serata a vedere la mia vecchia e confortante fila di piedi.
Francesca Amici
