Workshop del 28 novembre a Roma
Paolo Angelini, Vice Direttore Generale della Banca d’Italia, ha tenuto l’intervento di apertura in occasione del Workshop “Metodi quantitativi e contrasto alla criminalità economica”
L’incontro annuale rappresenta un’occasione consolidata d’incontro tra il mondo della ricerca, le Autorità di prevenzione e contrasto della criminalità economica e il settore bancario e finanziario.
Criminalità economica mondiale e collegamento con le mafie sono una realtà.
L’UIF UIF è l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, l’unità di intelligence finanziaria italiana con sede presso la Banca d’Italia. La sua funzione principale è contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
Le dimensioni dell’economia criminale sono assai difficili da misurare.
Secondo le più recenti stime dell’ISTAT l’economia sommersa e le attività illegali hanno generato “nel 2023 un valore aggiunto pari a 218 miliardi di euro e al 10 per cento del PIL”
“Sulla base di una mappatura sperimentale della UIF, il 2 per cento delle imprese operanti nell’economia italiana nel decennio 2011-2020 avrebbe avuto potenziali collegamenti con le mafie”.
L’azione delle mafie
L’azione delle mafie comporta costi economici e sociali rilevanti per tutte le economie mondiali e per quella nazionale.
“Nell’ultimo decennio sono stati realizzati notevoli progressi grazie a una politica di contrasto che ha agito su più fronti, con misure per lo sviluppo economico, azioni a livello investigativo e giudiziario, puntuali misure di prevenzione, soprattutto in ambito finanziario”.
Il contributo
Alle misure di prevenzione viene dato un forte contributo dalla tecnologia e dalla ricerca. “La tecnologia può tuttavia agevolare anche i criminali, che infatti la utilizzano con abilità”
“I progressi della tecnologia vengono sfruttati sia dall’industria criminale sia dal sistema incaricato del suo contrasto. La Banca d’Italia, e la UIF in particolare, dispongono di un vasto patrimonio informativo, in buona parte unico a livello internazionale, che consente di modellare comportamenti, individuare aree di rischio, valutare la portata della infiltrazione criminale nei diversi settori, considerando non solo gli interessi economici, ma anche la dimensione relazionale della fenomenologia criminale”
Alcuni risultati di questa attività sono stati illustrati nel corso dell’evento
Cosa emerge?
“I metodi quantitativi, associati a microdati di alta qualità, possono incrementare significativamente l’efficienza e l’efficacia dell’azione dell’UIF” In questo modo si può contrastare “l’aumentata raffinatezza e complessità delle tecniche utilizzate dalle organizzazioni criminali per eludere i controlli”.
Buon funzionamento
“Il buon funzionamento del sistema di contrasto all’illegalità richiede la condivisione di tecniche, informazioni e risultati – e più in generale l’interazione strategica e la cooperazione – tra tutti gli attori del sistema”.
L’impegno per la tutela della legalità deve essere corale e generale
Fonte Banca d’Italia

