Il ritorno dei soldati alla postazione di guardia viene interrotto da un evento che sembra avere qualcosa di inspiegabile.
Arrivati a metà strada sentirono un grido “ehi, ma che cazzo…! Ehi!” era Jonas. Fu seguito a ruota libera da un grido strozzato della voce di Oliver. Non sapendo cosa fosse successo, i due conquistarono la vetta della montagnola percorrendo gli ultimi 300 metri a perdifiato coi fucili in spalla, mentre le mani correvano freneticamente alle sicure e le dita sfioravano gli attacchi delle baionette per accertarsi che fossero ben innestati.
I cappotti, lunghi fino a metà polpaccio, davano l’impressione di inciampare e li costringevano a lunghe falcate e ad alzare le ginocchia per far sì che i lembi non gli finissero sotto gli stivali facendoli cadere come due idioti. Dopo quello che era successo, non volevano lasciare solo Jonas, né…né tantomeno il povero Oliver, la cui capacità di difendersi sarebbe stata pari a zero.
Mulinando le braccia per tenersi in equilibrio arrivarono lungo la sommità del crinale. Allertato dal rumore, Jonas li accolse ad armi spianate, voltandosi verso di loro mentre brandiva il grosso fucile con la baionetta lucida innestata a risplendere sull’arma. Anche se non voleva darlo a vedere, era teso come una corda di violino.
“beh, che succede?”, gli domandò Johannes ancora col fiatone, “e per favore, non puntarmi quella cazzo di arma contro!”, “sì, sì, ehm…scusami, tenente”, gli rispose il sottufficiale abbassandola. Rimasero fermi per un attimo, poi gli disse “allora, vuoi diri che cazzo succede?”. Quello annuì, indicandogli Oliver che, terrorizzato, stava seduto nel bunker, accovacciato tenendosi le gambe, poi gli si avvicinò e gli sussurrò in un orecchio “ho visto qualcosa muoversi nella nebbia, lì…nella terra di nessuno.
Non so che cazzo fosse ma…credo che l’Intesa abbia inviato un corpo di spedizione nei dintorni e…e cazzo, ci siamo finiti in mezzo.”. Lui annuì, ripensando alla barbara violenza con la quale era stato ucciso il maggiore, a meno di mezzo chilometro da lì.
Malgrado si impegnasse con tutte le sue forze a credere che fossero soldati, una parte di lui si rifiutava di accettare la cosa. Un uomo non arriva quasi a staccare la testa a un altro uomo lacerandogli la gola. Tuttavia, cercò di credere a Jonas. No, di più: cercò di ancorarsi alle idee del compagno con tutta la sua forza e sforzandosi di mantenere il controllo della situazione deglutì. “okay”, disse, “va bene. Allora dobbiamo stare attenti: Hans, pattuglia la zona di ingresso, nel caso in cui decidessero di salire dal camminamento, Jonas, con me, voglio il tuo fucile puntato sulla terra di nessuno.
Se vedi qualcosa di sospetto non perdere tempo e aprì il fuoco. Nessuno dei nostri è in questa zona, dev’essere per forza un nemico.”.
Continua…

