Una squadra di militari provenienti dai contingenti dell’esercito tedesco durante la Prima Guerra Mondiale deve montare di guardia di notte in un posto isolato. Scopriranno, ben presto, che il pericolo è molto più vicino di quanto credono…
I demoni del mondo
“Nel mondo, così come ci sono gli angeli, i servitori del bene, così ci sono gli spiriti perduti che servono il male, nel silenzio della notte delle anime…” quelle parole, dette del suo cappellano, gli risuonavano ancora in testa. Se c’era una notte in cui potevano vagare gli spiriti perduti che servivano il male, si disse Johannes, era proprio quella. La loro trincea scorreva in un mare di nebbia, freddo, pioggia, arroccata come l’ultimo bastione dell’umanità, sulla terra di nessuno. “hic sunt dracones….” Mormorò il giovane tenente tra sé, tirandosi i baffi con le mani ricoperte dai guanti.
Li portava arricciati all’insù, come il kaiser Guglielmo con cui la madre rivendicava una lontana parentela. “Come ha detto, tenente von der Tanner?”, domandò, con aria severa, il maggiore davanti a lui. Non poteva avere più di ventisei anni, anche se la barba che nessuno di loro aveva il tempo di radersi lo faceva sembrare più vecchio. “niente, signore”, disse lui, proseguendo lungo il piccolo camminamento ricoperto di legna che dava sulla vasta distesa brulla, ricoperta di fango e colline irregolari, scavati dalle bombe e dagli esplosivi. Oltre la bassa linea della terra, sembrava non esserci niente. Sembrava esserci il confine dell’umanità stessa.
Il confronto
“Guardi, tenente von der Tanner, che ho studiato anch’io il latino”, lo ammonì l’uomo davanti a lui, sistemandosi il cappotto, “non deve dubitare, né spaventarsi, tenente! I suoi uomini contano su di lei e lei dev’essere di esempio, le è chiaro?”, sibilò con aria velenosa. Lui annuì, “sì, signore”, rispose “è chiaro…mi perdoni, io…ero sovrappensiero”, “d’ora in avanti si concentri, allora”, disse il maggiore, prima di accelerare il passo.
Gli stivali dei cinque soldati erano tutto quello che rimbalzava nel silenzio della notte, con la pioggia dell’autunno che, dopo essere caduta copiosamente, si era prosciugata divenendo un torrente in secca, un debole strato di gocce che si depositava sulla lana dei cappotti delle loro uniformi. Scosse debolmente la testa e continuò a marciare: nessuno dei suoi tre uomini capiva il latino. Jonas era un ciabattino, Hans un portuale di Amburgo e Oliver…beh, Oliver era troppo giovane per aver fatto qualsiasi altro lavoro. Stava studiando per diventare un fabbro, quando era andato and arruolarsi come volontario all’indomani della dichiarazione di guerra. Il maggiore lo aveva richiamato solo perché poteva farlo, solo per sottolineare che lui e lui soltanto era l’autorità in quel posto e che nessuno, nessuno si doveva permettere di fare qualcosa che lui non avrebbe approvato.
Continua…

