Tra mito e pietra
Nel centro medievale di Perugia, incuneata tra vicoli silenziosi e mura antiche, si staglia la chiesa di San Bevignate. Appare come un edificio religioso austero, dalle forme sobrie e poco appariscenti. Ma conoscendo la sua storia è molto di più: la somma di enigmi, simboli e leggende. Tra questi, la più affascinante è senza dubbio quella del tesoro dei Templari. Cosa può essere? L’esito di una razzia militare, un documento segreto con informazioni preziose? O solo un mito alimentato da secoli di mistero e silenzio?
Questa è soprattutto la storia di un luogo sacro che custodisce più domande che risposte, e di un Ordine che ha inciso la storia europea con la spada, la fede e il segreto.
I Cavalieri Templari: il contesto storico
Per comprendere il fascino di San Bevignate, è necessario prima conoscere i Templari. L’Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone nacque nel 1119 a Gerusalemme, come ordine monastico-cavalleresco con la missione di proteggere i pellegrini diretti in Terra Santa.
In poco tempo, con l’appoggio della Chiesa e grazie a una estesa rete finanziaria, i Templari diventarono potentissimi. Accumularono castelli, terre, flotte navali e tesori vari. Tale potenza e influenza non poteva che generare timori e invidie. Il mondo, si sa, non cambia mai. Nel 1307, il re di Francia Filippo il Bello ne organizzò la rovina, con la complicità di Papa Clemente V. I membri furono accusati di eresia e stregoneria quindi arrestati e processati. L’Ordine fu ufficialmente soppresso, ma il mito era ormai nato.
La maledizione di Jacques de Molay
Il gran maestro, il capo insomma, Jacques de Molay fu bruciato nel 1314. Prima di morire, pronunciò la seguente maledizione: “Coloro che ci hanno condannato ingiustamente, saranno molto presto convocati davanti al Tribunale divino”. rivolto a papa Clemente V e a Filippo IV il Bello, artefici dell’annientamento dell’Ordine. “E che la casa di Francia sia maledetta fino alla tredicesima generazione”. Aggiunse, prima di spirare tra atroci dolori.
Sarà quel che sarà ma il Papa lascio il mondo circa un mese dopo. Il re dopo otto mesi da quel giorno. Dopodiché si scatenò un inferno ereditario. Gli eredi morirono, in effetti, tutti prematuramente. Ricordiamo, quale rappresentante della tredicesima generazione, il re di Francia Luigi XVI. La sua testa cadde ghigliottinata il 21 gennaio 1793.
San Bevignate: un bastione templare in Umbria
San Bevignate non è una chiesa qualunque. Eretta intorno alla metà del 1200, divenne luogo di culto e quartier generale dai Templari umbri. La sua posizione è strategica in quanto collocata sulle vie di comunicazione medievali, tra cui il tracciato della via Amerina e le rotte dei pellegrinaggi.
La chiesa ha una architettura rigorosa, oggi diremmo minimalista: unica navata, mura spoglie, abside quadrata. Ma lei incanta con i simboli: affreschi misteriosi, croci patenti, figure di cavalieri e stelle a nove punte, tutte iconografie legate all’immaginario templare.
Il mito del tesoro nascosto
Il mito del tesoro templare sepolto sotto San Bevignate ha radici profonde. Dopo la soppressione dell’Ordine, le ricchezze dei Templari furono requisite e in piccola parte trasferite ai cavalieri di Malta. Ma, come accade spesso anche oggi, alcuni documenti sparirono, e con essi anche ricchezze. Si narra di cunicoli sotterranei, botole nascoste, cripte murate.
Alcuni sostengono che una parte dell’archivio templare italiano fosse stato nascosto proprio a Perugia, in una delle stanze segrete del complesso di San Bevignate. Scavi archeologici effettuati nell’area hanno effettivamente rivelato passaggi sotterranei e ambienti ancora in parte inesplorati.
Simboli, affreschi e messaggi nascosti
All’interno gli affreschi sopravvissuti sono una fonte di enigmi. Oltre alle tipiche raffigurazioni cristiane, ci sono scene insolite: cavalieri in cammino, simboli geometrici, croci multiple; uno degli affreschi più discussi mostra una figura armata che reca un libro e una chiave. Alcuni storici dicono sia un’allusione a un sapere nascosto o a un codice segreto.
La presenza del numero nove è costante: nove stelle, nove cavalieri, nove croci. Il nove ha un forte significato simbolico nell’Ordine, richiamando i fondatori del Tempio. Alcuni storici affermano si tratti di un codice cifrato, destinato a chi sapeva interpretarlo.
Ipotesi e teorie alternative
Negli anni, diversi ricercatori e appassionati hanno formulato teorie sull’eventuale presenza di un “tesoro” templare a Perugia. Alcuni parlano di oro e reliquie, altri di documenti scottanti, magari compromettenti per il potere papale dell’epoca.
C’è chi collega San Bevignate a una vasta rete di siti templari umbri, ipotizzando che l’edificio fosse parte di un sistema di deposito e custodia. L’ipotesi più affascinante è quella secondo cui un oggetto sacro, forse il Santo Graal o una sua reliquia simbolica, fosse passato per Perugia prima della dispersione definitiva dei beni templari.
Mistero, memoria, immaginario
Il tesoro dei Templari non è mai esistito? Chissà, magari è solo un’idea. Ma la potenza dei luoghi come San Bevignate risiede proprio in questo: evocare, suggerire, stimolare domande.
San Bevignate non custodisce solo pietre e affreschi: custodisce il bisogno umano di mistero, di connessione con il passato, di storie che resistono al tempo.
E questo è forse il vero tesoro.
Giulio Valerio Santini
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Bevignate
https://frammentidiparigi.it/la-maledizione-di-jacques-de-molay

