Parigi, 1890 — Mentre la Regina Vittoria firmava decreti con mani guantate e sguardo glaciale, suo figlio primogenito, il Principe di Galles, era impegnato in ben altre “attività istituzionali”: testare e perfezionare il più controverso tra i mobili della Belle Époque — la famigerata Sedia dell’Amore, costruita non per il trono d’Inghilterra, ma per le camere erotiche del bordello parigino Le Chabanais.
Non era una semplice sedia
Era un capolavoro di ingegneria sessuale, realizzata su misura per un uomo di oltre 110 chili, noto per il suo appetito smisurato – tanto a tavola quanto tra le lenzuola. Edoardo, soprannominato “Dirty Bertie” dalla stampa scandalistica di Londra, non si accontentava di piumoni francesi e posizioni classiche. Voleva un dispositivo che gli permettesse di fare sesso con regale efficienza, senza nemmeno alzarsi in piedi.
Il mobile del peccato
La sedia, creata da un misterioso artigiano parigino rimasto senza nome (Luois Soubrier con bottega in Faubourg-Saint-Antoine), era in grado di sostenere due donne nude contemporaneamente, una sopra e una sotto, in un perfetto equilibrio di leve, sostegni e aperture strategiche.
Manuali del sesso tantrico? Roba da principianti.
Le testimonianze dell’epoca – raccolte da mezzane, camerieri e giornalisti infiltrati – raccontano che Edoardo si accomodasse in posizione semi-reclinata, brandy in una mano, sigaro nell’altra, mentre due fanciulle si disponevano secondo un preciso schema di piacere. Alcuni riferiscono persino la presenza regolare di un terzo partecipante, addetto solo a “stimolare e mantenere il ritmo della serata”.
Orari reali (non di Buckingham)
Una certa “Claudine D.”, attrice e cortigiana parigina, ci ha lasciato un programma dettagliato delle serate del principe:
- 22:00 – Ostriche e champagne d’ordinanza
- 22:30 – Primo giro sulla sedia, con partner intercambiabili
- 23:00 – Pausa con letture spinte di Boccaccio
- 23:30 – Secondo giro, più lento, più filosofico
- 00:00 – Riposo accanto alla sopravvissuta
Edoardo amava anche collezionare bastoni da passeggio, ordinare abiti su misura e, secondo alcuni, progettare versioni alternative della sedia, con poggiapiedi e porta-pipa integrati.
Le amanti reali (nel vero senso della parola)
A condividere il piacere del trono mobile ci furono nomi noti e meno noti:
- Lillie Langtry, attrice e prima “amante ufficiale”
- Alice Keppel, bisnonna di Camilla Parker Bowles…Ah la tradizione!
- Una coppia di gemelle viennesi, leggenda vivente tra le lenzuola parigine
Il grande tabù
Ovviamente, nulla di tutto ciò compare nei documenti ufficiali di corte.
La Regina Vittoria non ne sapeva nulla — o forse sapeva fin troppo. Quando Edoardo salì al trono nel 1901, la sedia fu esclusa dal palazzo reale, anche se si dice che abbia ispirato il design delle poltrone della Sala Verde a Sandringham.
La sedia oggi
Oggi la Sedia dell’Amore è un oggetto leggendario, superstite di due guerre mondiali e del moralismo britannico. Sopravvive in collezioni private e rarissime mostre di storia erotica. Vederla da vicino è come guardare dentro una pagina non scritta della storia europea.
Edoardo VII fu re per soli nove anni, ma visse — e amò — come pochi. Riformò la marina, firmò l’Intesa Cordiale con la Francia, e soprattutto insegnò al mondo che il potere non è solo nel comando, ma anche nella posizione.
Foto copertina by Storia che passione

