Cos’abbiamo noi più dei disabili? Arti un po’ meglio finiti, un po’ di proporzione nell’aspetto, capacità di coordinare un po’ meglio le sensazioni in pensieri? Poca cosa rispetto al molto che né noi, né loro si riesce a fare e a sapere! (Italo Calvino)
Scrittore e paroliere italiano, intellettuale di grande impegno politico, civile e culturale, morto nel 1985, ci suggerisce che tutti nella vita ci siamo trovati di fronte all’handicap, spesso imbarazzati, con reazioni inattese, pensieri immessi su binari differenti rispetto alla nostra logica (mai espressa ma sottesa, c’è forse in noi l’intima soddisfazione di non essere ridotti in quello stato). Ma, se siamo sinceri, il poco in più di cui siamo dotati, non ci permette di insuperbirci a tal punto da considerarci quasi dei “re del creato”; basta un piccolo scarto cellulare di una ghiandola per annientarci (la natura, con la sua potenza, sovrasta tutti noi alla stessa maniera!). E allora occorre riconoscere che siamo tutti mendicanti, ed è questo che alla fine ci accomuna, tutti bisognosi di crescere in umanità!

