La vita dell’uomo ha quattro tappe. La prima è quella dell’imparare, quando si è formati dai maestri. La seconda è quella dell’insegnamento, in cui si condivide ciò che si è appreso, con gli altri. La terza fase è quella del bosco, nel quale ci si ritira per ritrovare sé stessi ed energie nuove. Infine, la quarta tappa è l’essere mendicanti, tendendo la mano agli altri perché ti sorreggano nella malattia e nella vecchiaia! (Apologo indiano)
Imparare, insegnare, meditare, mendicare sono le quattro tappe della vita che gli indiani ci propongono; c’è innanzitutto il tempo del discepolato, della ricerca, dell’apprendimento umile e paziente ed è solo così che si passa alla seconda tappa, diventando maestri, testimoni, padri e madri. Ma è anche necessaria una ricarica, una sorta di rifornimento dell’anima (dal pozzo attingiamo l’acqua, che serve per dissetare noi e gli altri, ma se non troviamo la sorgente… dopo un po’ “peschiamo” la palta!), e, alla fine, c’è la quarta tappa: giunge la vecchiaia o la malattia e allora con umiltà si deve stendere la mano come mendicanti per essere aiutati e sostenuti. Ciascuno di noi può interrogarsi sul livello in cui ora si trova e soprattutto se sta correttamente seguendo la traiettoria proposta (ricordando però che le tappe possono intrecciarsi tra loro!).

