Non è mai troppo tardi…
“Non è mai troppo tardi per cominciare ” così Marcello Moroni ha iniziato a scrivere e non si è più fermato.
All’attivo, sette romanzi, tutti concatenati.
L’ultimo Captus.
Incontriamo Laura, giovane studente di psicologia che arrotonda lavorando in un cinema. Stanno dando “La grande guerra”: capolavoro del cinema italiano che Laura si gode per la quinta volta, salvo le interruzioni di quando qualche ritardatario non trova il posto e lei deve accompagnarlo.
Siamo a Roma nel 1959 e Laura non sa ancora che aiuterà la polizia nel cercare il colpevole del rapimento di una giovane insegnante di latino…

Intervistiamo l’autore, Marcello Moroni:
Officina, campo da rugby e musica. Ha iniziato a scrivere tardi, perché? Ha sempre semplicemente tenuto tutto nel cassetto o è successo qualcosa che Le ha fatto nascere il bisogno di metter nero su bianco le storie che immaginava?
Fin da ragazzo ho sentito il bisogno di scrivere, e qualcosa ho scritto, per esempio articoli per giornalini scolastici e poi su quello del Rugby Rho, ma erano cose sporadiche, senza continuità. Dopo la scuola (sono perito chimico) ho tentato l’università, Chimica e tecnologia farmaceutica, ma ho dato solo 5 esami, poi ho smesso.
Volevo fare troppe cose: lavorare (per poter studiare), giocare a rugby, correre dietro alle ragazze, suonare il pianoforte oltre allo studio, e ho rinunciato a quest’ultimo. Forse con la testa che ho ora avrei rinunciato a qualcos’altro. Ma tant’è, quello che è fatto è fatto.
Poi mi sono dedicato al lavoro, nella piccola impresa metalmeccanica di famiglia, che mi ha impegnato molto, il tempo libero tutto dedicato al rugby. A Rho prima come giocatore, poi come allenatore e infine come segretario e dirigente. Nel poco tempo che mi rimaneva leggevo, i classici, la fantascienza, molti libri gialli e King.
Sono felicemente sposato con Enrica da ormai 45 anni (la cifra spaventa un po’) e lei mi ha sempre seguito condividendo i miei interessi. Quindi tutto il mio tempo era impegnato. Poi è successo qualcosa: la pensione!! Dal lavoro e anche (per un sano ricambio generazionale) dal rugby, anche se seguo ancora molto volentieri la squadra, ma solo in veste di tifoso.
Mi sono improvvisamente trovato con molto tempo libero, ho potuto dedicarmi un po’ di più alla musica, e poi ho pensato di provare a scrivere, come aveva già provato a fare da ragazzo.

Gli scrittori che cita sul Suo sito sono King e Asimov : due mostri sacri. Sono i Suoi modelli letterari?
Ho iniziato con due raccolte di racconti di fantascienza, poi sono passato ai romanzi noir, tutti autopubblicati. Si può dire che da Asimov sono passato a King, due autori che amo molto di cui ho letto tutti i libri.
Ora, scrivere è un’attività che l’assorbe totalmente o si dedica anche ad altro?
Scrivere è una cosa che mi piace molto, e ho la sensazione che quei romanzi si nascondessero da qualche parte, e che bastava provare a cercarli per metterli nero su bianco. Oltre a scrivere faccio il pensionato, non nel senso che vado a vedere i cantieri. Ho più tempo per suonare e mi sono scoperto cuoco.

Non ha scritto di rugby però..magari il prossimo romanzo..
Non credo scriverò mai un libro sul rugby, ne hanno scritti molti, alcuni anche troppo retorici, permeati da una narrazione quasi mitologica, un’esaltazione del sacrificio in mezzo al fango.
Non è così, giocare a rugby è molto divertente, non è solo fatica. Anche se insegna valori importanti, come il rispetto per avversari, compagni e arbitro. Il “fare squadra”.
Valori che però si stanno perdendo, come un po’ tutto in questa società. Ma ci sono piccole realtà, come il rugby Rho e molte squadre cosiddette “minori” che mantengono ancora vivi questi valori.
Tornando ai Suoi romanzi
Sono tutti in qualche modo concatenati. Trattano di casi polizieschi gestiti da Laura Mannone, una agente del commissariato romano Aurelio, aiutata dalla sua collega Lisa Fiori, con cui ha un rapporto controverso, per lei sente qualcosa di diverso dalla semplice amicizia.
Nei primi libri sono trentaduenni, nel 1974, poi invecchieranno insieme trattando diversi casi. Si sposeranno entrambe e alle soglie dei quarant’anni Laura, sposata con il commissario Santini che appartiene ad un altro distretto romano, avrà una figlia, Chiara, che diventerà anch’essa poliziotta, ma a Milano.
Alcuni libri, ambientati ai giorni nostri parlano dei casi di Chiara, e parteciperanno nuovi personaggi, per esempio Iolanda Danieli, una ragazza bellissima con un naso adunco che lei ritiene un suo carattere distintivo, con un passato torbido che riscatterà pagando le sue colpe.

L’ultimo libro (per ora) “Captus”, un prequel, ambientato nel 1959 spiega come Laura Mannone, appena diciottenne si appassioni al lavoro di poliziotta.
Il mio primo libro:” L’assassino di bambini” è su Wattpad e si può leggere gratuitamente.
Grazie


