“Capacità di problem solving” “Attitudine a lavorare in gruppo” “Peculiarità da team leader”.
Sarà capitato a tutti, almeno una volta, di aver inviato un curriculum vitae in cerca di lavoro.
Come aumentare le chances di far presa sul lettore?
Fare il “trucco e parrucco” al proprio biglietto da visita è tentazione quasi scontata, un moto istintivo comprensibile quello di presentarsi al meglio.
Però, c’è un però. Vi è una linea sottile ma enorme tra edulcorare e mistificare le proprie skills.
Una cosa è l’esagerazione, un’altra è la falsità vera e propria.
La legge, infatti, ammette il cosiddetto dolus bonus, ossia le millanterie del venditore sulla qualità della propria merce.
Pertanto può stare (relativamente) tranquillo chi, in fase di selezione del personale, afferma di essere predisposto al lavoro di squadra quando, in realtà, fa finta di parlare al telefono quando rientra a casa per evitare di fermarsi a parlare con i vicini, oppure di essere un grande organizzatore del proprio tempo nonostante, in comitiva, viene soprannominato “er lancetta” e gli appuntamenti sono costantemente e fittiziamente anticipati della consueta mezz’oretta per scongiurare il solito contrattempo.
Concludendo, affermare di essere particolarmente dotati, versatili, volenterosi, pieni di spirito di iniziativa non può integrare un reato quand’anche si tratti di una palese menzogna, poiché in caso di piccole inesattezze, le conseguenze saranno limitate al piano professionale (ad esempio, la mancata assunzione o l’assegnazione ad altri compiti).
Quando gonfiare il curriculum diventa reato?
Se si può gonfiare il curriculum esagerando le proprie qualità personali, tale comportamento diventa tuttavia illecito quando si tratta di skills certificate e misurate da diplomi, titoli e altri documenti pubblici. Non si può quindi mentire sui titoli di studio, sulle esperienze, sulle abilitazioni.
Le conseguenze sono diverse a seconda che il datore di lavoro sia privato o pubblico.
Nel settore privato, un curriculum “gonfiato” può comportare il licenziamento (ossia la risoluzione del contratto di lavoro), ma solo se le competenze millantate ma non possedute sono condizioni essenziali per il ruolo, la mansione e la qualifica ricoperta;
Conseguenze nel settore pubblico
Nel settore pubblico, le conseguenze di un curriculum gonfiato possono essere ancora più gravi.
In tali casi si può essere querelati per i seguenti reati: reato di falsità ideologica ovvero reato di truffa (se si ottiene un ingiusto profitto).
Omettere informazioni è reato?
Se affermare di possedere qualcosa “in più” del vero può costituire illecito, dire qualcosa “in meno” non lo è.
Ad esempio, chi omette informazioni sui precedenti rapporti di lavoro e sulle cause di licenziamento non commette illecito. La donna che non rivela lo stato di gravidanza o il fatto di essere sposata non può essere sanzionata (a rigore, si tratta di domande che non possono essere fatte dai recruiter).

