Fisica quantistica: e se al mondo esistessero infinite versioni di noi?
Potremmo vivere mille vite senza saperlo. Secondo una delle interpretazioni piรน affascinanti e piรน discusse della fisica quantistica, a ogni nostra scelta lโuniverso si divide, creando una nuova realtร in cui ogni possibilitร si realizza davvero. In uno scenario, prendi quel treno; in un altro, resti a casa. Due mondi, due โteโ, entrambi reali.
Quando lโuniverso si moltiplica
Lโidea nasce nel 1957, quando il giovane fisico americano Hugh Everett III propose la cosiddetta interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica.
Per Everett, lโuniverso non โsceglieโ un solo esito tra i tanti possibili: si ramifica, generando universi paralleli per ogni risultato potenziale di un evento quantistico.
Come spiegรฒ in seguito il fisico Bryce DeWitt, uno dei suoi principali sostenitori,
โOgni volta che un evento quantistico ha piรน di un possibile esito, lโuniverso si divide in tanti universi quanti sono gli esiti possibili.โ
(Physics Today, 1970)
ร una visione che capovolge il nostro modo di pensare la realtร . Non esisterebbe un solo mondo โveroโ, ma unโinfinitร di mondi, ognuno con una versione diversa di noi.
Le nostre copie invisibili
A sviluppare ulteriormente questa prospettiva รจ stato David Deutsch, tra i padri dellโinformatica quantistica. Nel suo libro The Fabric of Reality (1997), sostiene che i mondi paralleli non sono soltanto unโipotesi filosofica: sono reali, anche se inaccessibili. โLe altre versioni di noiโ, scrive Deutsch, โnon sono metafore, ma persone reali che vivono vite diverse dalle nostreโ.
Unโidea che la cultura popolare ha fatto sua con entusiasmo. Dal film Everything Everywhere All at Once a Dark, lโimmaginario dei โmolti mondiโ รจ diventato il simbolo contemporaneo dellโeterna domanda: cosa sarebbe successo se avessimo scelto diversamente?
Un solo io che sogna il mondo
Eppure, cโรจ chi ha immaginato lโesatto opposto. Il filosofo irlandese George Berkeley sosteneva che la realtร esiste solo nella mente di chi la percepisce: esse est percipi, โesistere รจ essere percepitiโ. In altre parole, potremmo non essere molti, ma uno soltanto, convinto di abitare un mondo popolato da altri esseri che in realtร sono proiezioni della sua coscienza.
ร unโidea che ritorna anche in certe riflessioni sul polipsismo moderno, dove lโuniverso diventa una sorta di sogno condiviso, una coscienza collettiva: un unico osservatore che, attraverso lโillusione della molteplicitร , sperimenta se stesso in infiniti modi. Una prospettiva che, paradossalmente, ribalta quella di Everett: non molti mondi per molti io, ma un solo io che immagina molti mondi.
โSliding Doorsโ e il destino delle scelte
Tra le rappresentazioni piรน iconiche di questa idea cโรจ Sliding Doors, il film del 1998 con Gwyneth Paltrow, che mette in scena due vite parallele della stessa donna, divise da un istante: lโarrivo o la mancata coincidenza con una metropolitana.
Quel semplice gesto, passare o non passare una porta scorrevole, diventa la soglia tra due esistenze completamente diverse.
La forza del film sta nel rendere visibile ciรฒ che la fisica quantistica suggerisce sul piano teorico: ogni scelta apre un mondo, ogni rinuncia ne chiude un altro. E, in fondo, ciรฒ che chiamiamo โdestinoโ potrebbe non essere altro che lโeffetto accumulato delle nostre decisioni, grandi o piccole, trasformate in azioni.
Il film, come la teoria dei molti mondi, ci invita a guardare alle nostre vite non come a linee rette ma come a mappe di possibilitร : percorsi che si biforcano a ogni gesto, a ogni parola non detta, a ogni treno perso o preso allโultimo momento.
Chi รจ il vero โioโ?
Ma se ogni decisione genera una nuova realtร , chi รจ il โveroโ me?
A questa domanda ha provato a rispondere il fisico e cosmologo Max Tegmark, nel libro Lโuniverso matematico (2014).
โNon viviamo in un solo universo, ma in una struttura matematica dove ogni possibilitร compatibile con le leggi della fisica รจ reale.โ
In questa prospettiva, lโidentitร umana si dissolve in una nuvola di possibilitร : siamo tutti i nostri sรฉ, contemporaneamente.
Un tema che la letteratura aveva intuito molto prima della fisica: in La biblioteca di Babele di Jorge Luis Borges, ogni libro possibile, ogni variante della realtร , esiste da qualche parte; in Lโuomo duplicato di Josรฉ Saramago, il protagonista incontra il proprio doppio, in un gioco inquietante di specchi e coincidenze.
Scienza, filosofia o fantascienza?
Molti scienziati restano cauti. Lโinterpretazione di Everett รจ coerente dal punto di vista matematico, ma impossibile da verificare sperimentalmente. Nessun esperimento, finora, ha potuto dimostrare lโesistenza di universi paralleli.
Il fisico Carlo Rovelli, nel suo saggio Helgoland (2020), propone unโaltra lettura della meccanica quantistica:
โNon esiste una realtร assoluta, ma una rete di relazioni. Lโuniverso non รจ fatto di cose, ma di interazioni.โ
Per Rovelli, la chiave non รจ moltiplicare i mondi, ma riconoscere che la realtร dipende sempre da chi la osserva. ร un modo diverso, ma altrettanto radicale, di pensare il nostro posto nel cosmo.

Un invito a guardare oltre
Che i โmolti mondiโ esistano o meno, la fisica quantistica ci obbliga a rivedere la nostra idea di realtร , e di noi stessi. Forse non esistono davvero infinite copie di noi, ma infinite prospettive da cui guardarci.
Ogni scelta, ogni relazione, ogni possibilitร lascia una traccia invisibile, come se la realtร fosse un mosaico in cui tutti i pezzi, anche quelli che non abbiamo mai vissuto, hanno un loro posto.
E se lโuniverso fosse davvero un insieme di possibilitร , allora forse il nostro compito non รจ scoprirle tutte, ma abitare fino in fondo quella che abbiamo davanti.
Cristina Lombardo
Per approfondire
- Hugh Everett III, โRelative Stateโ Formulation of Quantum Mechanics, Reviews of Modern Physics, 1957
- Bryce DeWitt, Quantum Mechanics and Reality, Physics Today, 1970
- David Deutsch, The Fabric of Reality, Penguin, 1997
- Max Tegmark, Lโuniverso matematico, Mondadori, 2014
- Carlo Rovelli, Helgoland, Adelphi, 2020
- Jorge Luis Borges, La biblioteca di Babele, in Finzioni, 1944
- Josรฉ Saramago, Lโuomo duplicato, Einaudi, 2002
- Film Sliding Doors, regia di Peter Howitt, 1998
- Film Matrix, regia di Lana e Lilly Wachowski, 1999

