Tra i grandi enigmi del XX secolo, pochi hanno la stessa forza narrativa del caso Somerton Man. Una vicenda che sembra uscita da un romanzo di spionaggio: un uomo trovato morto su una spiaggia australiana, senza documenti, con indosso abiti eleganti e intatti, e un biglietto misterioso nascosto nella tasca. Da oltre settant’anni, nessuno è riuscito a dare una risposta definitiva.
La scoperta sul lungomare
È il 1° dicembre 1948. All’alba, sulla spiaggia di Somerton, vicino ad Adelaide, alcuni passanti notano il corpo di un uomo appoggiato a un muretto. Indossa un abito ben stirato, scarpe lucidissime, ma non ha con sé documenti d’identità.
L’autopsia stabilisce che la morte non è dovuta a cause naturali: probabile avvelenamento, ma senza tracce di veleno nello stomaco o nei tessuti. Il corpo rimane un enigma.
L’uomo senza nome
Le indagini rivelano particolari ancora più inquietanti:
- tutti i cartellini degli abiti rimossi;
- la valigia trovata alla stazione ferroviaria di Adelaide contiene vestiti senza etichette e un filo da cucito raro, prodotto solo negli Stati Uniti;
- l’uomo non corrisponde a nessuna denuncia di scomparsa.
È come se fosse comparso dal nulla e nel nulla fosse destinato a sparire.
Il messaggio cifrato
Il colpo di scena arriva mesi dopo: in una tasca segreta dei pantaloni ecco un biglietto con la scritta “Tamam Shud”, parole in persiano che significano “finito” o “concluso”.
La frase proviene da una rara raccolta di poesie, il Rubaiyat di Omar Khayyam. In un’edizione del libro rinvenuta poco dopo, compaiono annotazioni criptiche: una sequenza di lettere che sembrano un codice mai decifrato.
Spionaggio, amori e piste segrete
Il mistero si infittisce quando una pista porta a Jessica Thomson, una donna che abitava non lontano dal luogo del ritrovamento e che, interrogata, mostrò un turbamento inspiegabile alla vista del libro. Alcuni hanno ipotizzato un legame sentimentale, altri una connessione con reti di spionaggio attive in piena Guerra Fredda.
Negli anni sono state avanzate teorie di ogni tipo. Ecco le più diffuse: un agente segreto avvelenato, un immigrato dell’Est coinvolto in traffici illeciti, un uomo comune incappato in una vicenda più grande di lui.
Ma nessuna ha mai trovato conferma definitiva.
Le indagini moderne
Con il passare del tempo, il caso non è stato archiviato. Nel 2021, grazie a nuove tecniche di analisi del DNA, i ricercatori hanno annunciato di aver identificato l’uomo come Carl “Charles” Webb, un ingegnere elettrico e strumentista australiano nato nel 1905. Ma anche questa soluzione lascia dubbi: perché era a Somerton? Perché senza documenti? Cosa significava quel messaggio cifrato?
Il fascino di un enigma irrisolto
Il caso Somerton Man resta un rebus aperto. Non è solo la storia di un corpo senza nome, ma il simbolo di quanto fragile sia la linea tra il quotidiano e il mistero.
In chiave investigativa, ci mostra come ogni dettaglio – un’etichetta mancante, un filo da cucito, un biglietto in persiano – possa diventare indizio di un segreto più grande. In chiave filosofica, ci ricorda che non sempre la verità si lascia catturare. La verità a volte resta nascosta, come il volto di un uomo che, a distanza di decenni, ci guarda e continua a interrogarci.
Giulio Valerio Santini

