Se la prima regola dell’amicizia è quella di coltivarla, la seconda è quella di esser indulgenti quando la prima è stata infranta. (Voltaire)
Filosofo, drammaturgo, storico, scrittore e poeta francese, nonché aforista, enciclopedista, autore di fiabe, romanziere e saggista, ci suggerisce che è fondamentale “coltivare” un’amicizia con tutte quelle premure, come quelle che riserviamo ad una pianta (se non vogliamo che inaridisca e muoia). Detto questo, però, rimane vera anche la seconda parte della citazione perché enuncia l’indulgenza del perdono in caso di debolezza e persino di tradimento, non per ingenuità, ma per consapevolezza della comune fragilità; quindi bisogna saper passare sopra ai limiti e ai difetti dell’amico.
E potremmo dire che il vero amico non ha il tarlo dell’invidia a rodergli il cuore, anzi è disposto anche a sacrificare qualcosa di sé per il bene dell’altro!

