Quando si parla di obblighi antiriciclaggio, l’immaginario collettivo si ferma spesso al mondo bancario. In realtà, la platea è molto più ampia e tocca professionisti e operatori economici diversi. Ne parliamo con l’avvocato Matteo Remonato, esperto in compliance e normativa antiriciclaggio.
Avvocato Remonato, chi è davvero obbligato a rispettare la normativa antiriciclaggio?
«L’elenco è lungo. Oltre a banche e intermediari finanziari (SIM, SGR/OICR, IMEL, IP, ecc.), rientrano tra i soggetti obbligati numerosi professionisti (notai, avvocati, commercialisti, revisori/società di revisione) nei casi previsti dalla legge, gli agenti immobiliari (anche per locazioni con canone mensile ≥ €10.000), gli operatori del mercato dell’arte (case d’asta, gallerie, commercianti/porti franchi sopra soglia), gli operatori professionali in oro, i prestatori di servizi relativi a società e trust, nonché i prestatori di servizi di valuta virtuale e di portafogli digitali (VASP) iscritti alla sezione speciale OAM. Tutti sono tenuti all’adeguata verifica e, ove ricorrano i presupposti, alla segnalazione di operazioni sospette (SOS) alla UIF.*»
Ci sono differenze negli obblighi a seconda del soggetto?
«Sì. Il “nocciolo duro” è comune (adeguata verifica, conservazione, valutazione del rischio, SOS), ma ambito e modalità variano. Ad esempio, notai e avvocati sono obbligati quando compiono in nome o per conto dei clienti determinate operazioni (finanziarie/immobiliari, gestione di denaro o beni, costituzione/gestione di società, trust o veicoli, ecc.) o li assistono nella preparazione/realizzazione di tali operazioni. Inoltre, per gli avvocati operano tutele specifiche del segreto professionale in tema di SOS (p.es. informazioni ricevute nell’ambito della difesa o della consulenza per un procedimento), nei limiti di legge.»
Avvocato Remonato, quali sono gli errori più frequenti tra i soggetti non bancari?
«Tre, ricorrenti:
- ridurre l’AML a mera raccolta di documenti (senza analisi risk-based e senza monitoraggio);
- evitare approfondimenti per “non disturbare” il cliente;
- rimandare/esternalizzare senza presidio del vertice e senza procedure digitalizzate.
Gli organi di controllo guardano a processi, consapevolezza e tracciabilità: le sole formalità non bastano.»
Dunque anche uno studio legale o un’agenzia immobiliare possono essere sanzionati?
«Sì, accade. Le sanzioni non dipendono dalla dimensione dello studio, ma dalla qualità dell’adempimento. Nel real estate, ad esempio, oltre alle compravendite rientrano le locazioni con canone mensile pari o superiore a €10.000; nel legale, l’obbligo scatta quando si rientra nelle attività tipizzate. La “buona fede” da sola non è una difesa sufficiente se mancano presidi e tracciabilità.»
Un ultimo messaggio per chi pensa che l’antiriciclaggio non lo riguardi?
«Se nella tua attività gestisci denaro o beni altrui, trasferisci proprietà o strutturi relazioni economiche per i clienti, è probabile che tu sia nel perimetro degli obblighi — o che lo sia quando svolgi certe attività. Conviene formarsi, adottare procedure e strumenti adeguati e interfacciarsi con le Istruzioni/UIF e gli indicatori di anomalia. Quando arrivano i controlli, conta ciò che hai fatto e documentato.»
Giulio Valerio Santini.
Prossimo episodio: Adeguata verifica della clientela: cos’è e come si fa davvero.
[*] Attenzione: non è corretto dire che “tutto il terzo settore” sia obbligato in quanto tale. Alcuni enti possono rientrare solo se svolgono attività ricomprese tra quelle dell’art. 3 D.Lgs. 231/2007 (es. intermediazione, specifici servizi, ecc.). Meglio evitare generalizzazioni.

