Il manifesto di Cheese 2025 lo ha scritto stamane Carlin Petrini, gastronomo, sociologo, scrittore e attivista fondatore di Slow Food che dal palco di Bra ha dato il benvenuto agli espositori e presentato la manifestazione soffermandosi su un tema attuale e impossibile da “svincolare da kermesse di ogni tipo”. La guerra in Palestina.
Nel ringraziare sindaci, autorità e i 400 espositori presenti a Bra ha definito Cheese un “piccolo gioiello di manifestazione che è arrivata la 15ª edizione. Un format che vede in vetrina 97 formaggi denominazioni di origine europea “non solo dall’Italia, ma da tutto il continente, anzi dal mondo”, le parole di Petrini. Che poi ha affrontato un tema di stretta attualità: “il batterio dei formaggi a latte crudo aggredisce anche carne e pesce crudi”. È il momento dell’educazione alimentare, non si può andare avanti solo per decreti – ha dichiarato Petrini -. Il batterio del latte crudo aggredisce anche verdure, carne, pesce crudi. Bisogna avere la stessa attenzione a tutti i livelli”. “Avete attenzione a questo equilibrio a ragionare in termini positivi è una delle visioni principali che abbiamo inteso applicare”. E in termini di scambi e globalità, il fondatore di Sloow Food si è soffermato sul tema dei dazi. “Il dazio lo sta pagando la popolazione civile che viene uccisa con criminalità; lo pagano la povera gente e i bambini. Noi non siamo fuori dal mondo, siamo nel mondo e ne dobbiamo parlare. Ovunque, anche qui che si discure di forme di formaggio. E’ una vergogna che non dobbiamo nascondere a nessun livello. Quando ci sono questi atteggiamenti criminali abbiamo un dovere storico che ci viene dalla Resistenza, dalla nostra Storia, dal nostro Diritto che ci obbliga a non stare zitti. Ancor più – ha continuato – in una manifestazione che unisce le genti e accoglie studenti da tutto il mondo, Le Università con il dialogo stemperano le
istanze di conflitto ì, e dobbiamo quindi dichiarare da che parte stiamo. Senza esitazioni”. Uno scroscio d’applausi e un mesaggio di denuncia aprono dunque la 15esima edizione di Cheese È iniziata oggi a Bra (CN) la quindicesima edizione di Cheese, la manifestazione internazionale dedicata ai formaggi a latte crudo, promossa da Slow Food e dalla Città di Bra, con il sostegno della Regione Piemonte. Fino al 22 settembre, la cittadina piemontese diventa capitale mondiale del formaggio artigianale, con oltre 400 espositori, laboratori, degustazioni e incontri.
Il tema 2025, “C’è un mondo intorno”, racconta le storie che si celano dietro ogni forma: pascoli, fermenti, casari, biodiversità, tradizione e resilienza. Ogni regione italiana porta con sé un patrimonio caseario che va oltre il prodotto, intrecciando cultura, paesaggio e identità.
La Campania si presenta con uno spazio istituzionale dedicato alle aree interne e ai saperi contadini. Protagonista assoluto il Fiordilatte di Agerola, prodotto nei Monti Lattari con latte vaccino locale e lavorazione artigianale. In esposizione anche il Conciato Romano, il Caciocavallo dell’Irpinia, la Ricotta di bufala, la Provola affumicata del Matese e i pecorini del Cilento.
Dal Piemonte, padrone di casa, arrivano vere icone come il Castelmagno DOP, il Bra tenero e duro, la Robiola di Roccaverano, il Blu di Lanzo e lo Stracchino di Elva, Presìdi Slow Food che raccontano l’alpeggio e la tradizione casearia montana.
La Toscana porta i suoi formaggi a latte crudo a base ovina come il Pecorino delle Balze Volterrane, il Pecorino a latte crudo della Maremma e la Ricotta forte. Formaggi spesso abbinati a erbe spontanee, affinati in grotta o sotto cenere.
Dal cuore dell’Italia arriva l’Umbria con i suoi pecorini stagionati e il Raveggiolo, formaggio freschissimo tradizionalmente avvolto nelle foglie di felce. Presenti anche versioni speziate e affinate con mosto o cenere, secondo usanze contadine antiche.
La Sardegna si distingue con le sue tipicità: il Fiore Sardo DOP, ottenuto da latte crudo di pecora sarda e affumicato naturalmente, il Casizolu del Montiferru a latte vaccino, il Pecorino di Osilo e la ricotta mustia, leggermente affumicata.
Dalla Sicilia, infine, arrivano il celebre Ragusano DOP, formaggio a pasta filata stagionato anche oltre 12 mesi, la Vastedda della Valle del Belìce, unica pasta filata ovina, e i pecorini aromatizzati con pepe nero, peperoncino o finocchietto selvatico.
Cheese 2025 è molto più di una fiera: è un manifesto per il futuro del cibo buono, pulito e giusto. In un mondo sempre più industrializzato, questo evento celebra la biodiversità, il lavoro artigianale, la memoria del gusto e la resistenza delle comunità che, ogni giorno, producono formaggi che raccontano la terra da cui nascono.
Le aspettative per l’edizione 2025 sono alte: si prevede l’arrivo di oltre 300.000 visitatori nell’arco di quattro giorni, tra operatori, turisti del gusto, studenti e semplici appassionati. Una partecipazione che genera un forte indotto economico per il territorio locale — tra ristorazione, ospitalità, trasporti e artigianato — ma anche per l’intero settore caseario nazionale, che sempre più punta su qualità, filiera corta e valorizzazione dei pascoli.

