Tremate, tremate le streghe son tornate!

Il nuovo e attesissimo romanzo di Michela Monti e Tiffany Vecchietti è arrivato in libreria e non delude le aspettative.
È un racconto di lotta per la libertà contro l’oppressione ma anche di grande ripensamento delle proprie certezze. Mentre seguiamo le nostre eroine, tante le domande che ci frullano in testa e che ci portano a riflettere sulla nostra vita.
Chi merita fiducia?
Per cosa voglio combattere?
Quanto siamo disposti a dare e a darci?
Una certezza emerge chiaro dalla lettura: Il dolore condiviso diventa forza.
S’infiammano le stelle. E, le stelle sono sempre loro: Ani e Bianca, Gizen e Ebe.“Forse il dolore seminato inizierà a ribollire, a mormorare nelle menti spaventate.
E quando la gente comincia a sentire il sussurro delle sofferenze qualcosa si muove, perché tanti sussurri tutti insieme fanno il rumore del mare e diventano un’onda.“
Tradite da chi avrebbe dovuto proteggerle, temono non solo per la loro vita, ma per chi in loro ha riposto fiducia. Tanti i colpi di scena in questo secondo capitolo dell’avventura delle nostre eroine ( ma non ve ne parlerò perché rischierei di fare spoiler).
La sorellanza, la resistenza, la fiducia: questi i fili che legano le nostre eroine. “S’infiammano le stelle”, come il precedente “Brucia la notte” sono un inno alla resistenza, alla lotta contro il potere. Qui c’è maggior consapevolezza da parte delle protagoniste: sono state “ scottate” e sono diventate più forti,più attente.

Il racconto inizia con Bianca, Ebe, Gizen e Ani in cella in attesa di giudizio da parte di Clarissa, la Suprema. Ebe crede che Clarissa le ascolterà e le libererà. Tutte stanche, sporche in una cella piccola.
Bianca sbatte loro in faccia la realtà: il desiderio di Clarissa era incastrarle! Loro non erano mai state accettate veramente, avevano sempre creato dubbi, contestato e “ alla cara Suprema frullano le ovaie quando non le danno ragione “.
Inizia il processo sotto il rito protettivo del sale che toglie tutti i poteri magici.
Al processo Velia ammette davanti a tutti che erano andate a Santarcangelo per la visione di Ani. Il pubblico s’infiamma. Ani è una veggente e “ le veggenti portano solo guai”. “ Le Veggenti presagiscono sfortune e disastri: per questo erano considerate dote di malaugurio “. Ma in realtà “ l’unica sciagura era non ascoltarle”.
La situazione si ribalta quando arriva Jole, lunghi capelli rossi e la capacità di parlare coi morti. Adesso può parlare Ottavia e svegliare chi l’ha uccisa…. Il racconto inizia con Bianca, Ebe, Gizen e Ani in cella in attesa di giudizio da parte di Clarissa, la Suprema. Ebe crede che Clarissa le ascolterà e le libererà. Tutte stanche, sporche in una cella piccola.
Bianca sbatte loro in faccia la realtà: il desiderio di Clarissa era incastrarle! Loro non erano mai state accettate veramente, avevano sempre creato dubbi, contestato e “ alla cara Suprema frullano le ovaie quando non le danno ragione “.
Inizia il processo sotto il rito protettivo del sale che toglie tutti i poteri magici.
Al processo Velia ammette davanti a tutti che erano andate a Santarcangelo per la visione di Ani. Il pubblico s’infiamma. Ani è una veggente e “ le veggenti portano solo guai”. “ Le Veggenti presagiscono sfortune e disastri: per questo erano considerate dote di malaugurio “. Ma in realtà “ l’unica sciagura era non ascoltarle”.
La situazione si ribalta quando arriva Jole, lunghi capelli rossi e la capacità di parlare coi morti. Adesso può parlare Ottavia e svegliare chi l’ha uccisa….

Fantasy femminista, avvincente e distopico con molta attenzione alla natura. Le nostre scrittrici hanno confermato la loro bravura dando vita a un romanzo che può esser letto su più piani: dal romanzo d’avventura alla riflessione politica.
Tiffany Vecchietti e Michela Monti sono prima di tutto sue amiche che condividono gli stessi ideali. Appassionate di fantasy, hanno trasposto in questo nuovo romanzo le loro idee e anche i loro timori del futuro.
Intervistiamo Michela Monti e Tiffany Vecchietti
Ritornare a lavorare insieme e ritrovare le Vostre personagge immagino sia stato emozionante: è stata più una nuova sfida o un ritrovarsi?
È stata una sfida, senza dubbio, sia perché dovevamo conciliare lavoro, promozione e scrittura, sia perché le personagge in questo secondo libro affrontano situazioni che le porteranno a svelarsi di più, a evolvere nella loro storia e nei loro atteggiamenti, quindi ci siamo confrontate molto tra di noi, sempre con l’obbiettivo di renderle al meglio. Poi chiaramente è diventato un ritrovarsi, un riallacciare le loro e le nostre vite, ma alla fine non le avevamo mai separate davvero.
Da cosa nasce il titolo del romanzo? Io ho pensato subito che le stelle che s’infiamma ano fossero le protagoniste. Ani “ s’infiamma” quando scopre chi aveva attaccato il campo dove lavorava provocando la morte di sua madre…
Questo titolo lo abbiamo scelto legandolo al primo. Spieghiamo meglio.
Fin dall’inizio volevamo che i titoli dei due libri dialogassero e che suonassero un po’ come un canto di ribellione. Abbiamo ragionato su cosa volessimo esprimere, e ci stavamo ancora pensando quando abbiamo mandato la prima stesura del romanzo alla casa editrice, con il titolo di Brucia la Notte. È stato lavorandoci sopra che ci siamo rese conto di quanto calzassero quelle parole sul testo che avevamo scritto. Per questo è rimasto Brucia la Notte, per la necessità di comunicare immediatamente quanto il bisogno di reagire a tutto quello che ci opprime fosse urgente, e per questo S’infiammano le Stelle è diventato il suo continuo. Con qualche motivazione in più dovuta a una certa Rocchetta…

Che messaggio volevate dare ai vostri lettori/lettrici con questo seguito della storia che comunque mette in crisi quelle che sembravano certezze in “ Brucia la notte”?
Che è sempre necessario interrogarsi su come ci si rapporta al potere, su come viene gestito, distribuito, su quanto sia elitario. Che non bisogna mettersi troppo comodi nella propria condizione, perché quando si smette di guardarsi attorno e di chiedersi cosa si sta facendo per migliorare le condizioni e le possibilità di tutti, ci si ferma, e si diventa parte dell’immobilità che serve a mantenere lo stato delle cose. Che serve togliere forza all’individualismo per darne alla cura delle persone, al valore che ognuna ha. Che non bisogna far arrabbiare Bianca.
E’ una storia di una lotta. Voi stesse siete delle combattenti (chi Vi segue lo sa): davanti a quale lotta sarete sempre in prima fila?
È difficile pensare a una lotta che ne escluda altre. Per noi non esiste femminismo senza lotta di classe, è impensabile combattere per i diritti della comunità LGBTQAI+ e non sostenere le battaglie contro il razzismo. Oppure, ancora, come si fa a separare le lotte antropocentriche da quelle ambientali, a dimenticare lo sfruttamento pesante degli animali da parte dell’uomo, sfruttamento che deve essere interrotto? Tutte le cose che abbiamo appena menzionato sono solo le tante sfaccettature della società che abitiamo ogni giorno, e che vorremmo tantissimo un domani diventasse confortevole per qualsiasi essere vivente.
Progetti futuri?
Progetti futuri tanti, la maggior parte a quattro mani, perché abbiamo capito che noi due riusciamo a lavorare bene insieme, poi qualcosa sta prendendo forma anche da separate, ma stiamo affrontando sempre tutto insieme.
Si parla di idee molto diverse tra loro, alcune più corpose e ricche, altre che comprendono aree diverse dalla semplice scrittura, altre ancora che invadono generi diversi, rispetto a quelli per cui ci avete conosciute.
Ah, speravate in un po’ di informazioni più dettagliate? Sappiate che le vorremmo anche noi.
Ognuno crea il suo mondo.
Quello che creo è mio.
II mondo è mio.
Grazie
Leggerlo adesso perché
Perché fa riflettere sulla situazione attuale è sulle scelte da fare per un futuro migliore.
Pro
La lettura di questa storia incolla il lettore
Neo
Per ora non sono state scritte altre storie per le nostre eroine.

