Spesso, quando siamo in giro per commissioni o compere, ci imbattiamo in molteplici situazioni alle quali siamo ormai abituati.
A volte certe condizioni capitano anche sul posto di lavoro e a scuola.
A volte succede che alcuni particolari ci saltino agli occhi, a volte, alle orecchie.
In farmacia
Si entra in farmacia per necessità e al banco il personale, con tanto di laurea specifica è pronto ad accogliere le nostre richieste.
“Hai uno sciroppo per la tosse?”
È solo uno dei tanti casi ai quali si assiste quotidianamente (Attenzione: il discrimine non è la laurea).
“Hai”? Ma è un famigliare oppure una persona dello stretto giro di amicizie? Ma lo conosci personalmente? C’è così tanta confidenza per dare del “tu”?
Il salto
Perché questo salto di distanze?
Un modo, molto esplicito di dire, quando qualcuno esprime troppa confidenza non richiesta recita la seguente domanda: “Abbiamo mai mangiato insieme?” manifestando apertamente il fastidio in merito.
Ecco, senza esagerare, a ognuno di noi la troppa confidenza può risultare fastidiosa.
Sono spazi personali invisibili che vengono violati.
Quindi, che fare?
Pur senza voler assumere la parte di Matusalemme, ci si può chiedere: “Se do del “tu” sono più moderno o giovane? Sono più amichevole?
O dimostro d’aver dimenticato come ci si relaziona nelle diverse circostanze? O mi sono abituato a questa modalità?
I genitori oppure i nonni
Che cosa insegnavano i genitori o i nonni?
Ai bambini si insegnava che: “Alle persone più grandi di te è educazione dare del lei”, e poi aggiungevano”: “Devi essere tu per primo a salutare”, in rispetto all’età.
Non è più così?
Per quanto possa vanitosamente far piacere sentirsi dare del tu quando gli anni avanzano, il troppo non stroppia?
Relazionarsi con il mondo
Ai bimbi si tende a perdonare l’approccio diretto, insegnando loro però, pian piano anche con l’esempio, come relazionarsi con il mondo.
Non offriamo loro, in questo modo, la possibilità di affrontare il mondo più consapevolmente?
Non offriamo loro la possibilità di scegliere? Non la offriamo anche a noi, rispolverando quelle regole di comportamento che, chissà come mai, oggi appaiono desuete?
Eppure, guardandosi intorno si può notare che a tutti fa piacere l’essere trattati con rispetto. Quindi, ci si può chiedere: “Se fa piacere a me, non può far piacere anche agli altri”?
E allora, perché non ricambiare?
A ognuno le proprie considerazioni e risposte!
Questo articolo non contiene tracce di intelligenza artificiale

