Mercoledì 21 gennaio il Parlamento europeo ha approvato la decisione del Consiglio europeo di applicare la procedura d’urgenza per erogare un prestito di 90 miliardi di euro all’Ucraina. Il prestito è stato concordato in occasione del vertice del Consiglio europeo tenutosi a Bruxelles il 18 dicembre 2025 e presentato dalla Commissione europea il 14 gennaio 2026. Dal momento che la Repubblica Ceca, l’Ungheria e la Slovacchia non hanno appoggiato la decisione, l’accordo è stato adottato nell’ambito della procedura d’urgenza, un meccanismo che consente agli Stati membri dell’UE che lo desiderano, di collaborare per questioni specifiche (in passato applicata soprattutto in materia di asilo). Secondo i trattati, la procedura d’ urgenza richiede il consenso del Parlamento europeo e mercoledì è stata approvata con 499 voti favorevoli, 135 contrari e 24 astensioni. Gli eurodeputati hanno deciso infatti di accelerare i lavori sul prestito e sulle proposte di accompagnamento, che ora devono essere concordate tra il Parlamento e il Consiglio nell’ambito della procedura legislativa ordinaria. A dicembre il Consiglio europeo aveva approvato l’ erogazione del prestito, che dovrebbe assumere la forma di un prestito con diritto di rivalsa limitato di 90 miliardi per il 2026 e il 2027. Dovrebbe articolarsi così: circa due terzi, pari a 60 miliardi di euro, saranno destinati all’assistenza militare, e il restante terzo, circa 30 miliardi, verrà erogato come sostegno al bilancio generale del Paese. Come per altri meccanismi di sostegno finanziario dell’UE per l’Ucraina, questo pacchetto si fonderà su solidi meccanismi di condizionalità, tra cui il rafforzamento dello Stato di diritto e la lotta alla corruzione. Dall’inizio della guerra di aggressione della Russia all’Ucraina, l’UE e i suoi Stati membri hanno fornito un sostegno complessivo di 193,3 miliardi di € all’Ucraina, compresi 3,7 miliardi di € derivanti dai proventi dei beni russi congelati.
Ucraina, procedura d’urgenza in Ue per prestito da 90 miliardi
Iolanda Cuomo—24/01/20260Laureata in relazioni internazionali, scrivo da più di tre anni di politica estera e dinamiche internazionali. Credo fermamente che tutto, dal cibo che mangiamo ai film che guardiamo, sia politico e ciò vale anche per l’informazione che consumiamo. Nel 2025 ho frequentato una Scuola di Reportage Narrativo intitolata alla memoria di Alessandro Leogrande, un’esperienza che mi ha spinto a riorientare i miei obiettivi professionali. Attualmente vivo in Belgio, Paese che sto imparando a conoscere e di cui vorrei restituire storia, cultura e contraddizioni.
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