Giovedì 22 gennaio, il Parlamento europeo ha stabilito che sarà la Corte di giustizia europea a valutare se l’accordo UE-Mercosur sia conforme o meno ai trattati dell’UE. Con 334 voti favorevoli, 324 contrari e 11 astensioni, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che chiede alla Corte di giustizia sull’ Unione europea un parere consultivo sull’accordo. Una seconda risoluzione, per richiedere sempre una valutazione giuridica, è stata respinta con 225 voti favorevoli, 402 contrari e 13 astensioni. La base giuridica dell’accordo di partenariato UE-Mercosur e dell’accordo commerciale interinale saranno esaminate dalla Corte di giustizia europea e solo quando la Corte si esprimerà, il Parlamento europeo continuerà ad esaminare i testi. Il trattato UE- Mercosur èuno dei patti commerciali più rilevanti per l’Unione e dopo venticinque anni di negoziazioni, la valutazione della Corte potrebbe far tardare la sua approvazione di due anni. L’UE potrebbe ancora applicare il patto provvisoriamente, sia in attesa della sentenza che dell’approvazione parlamentare. Tuttavia, farlo potrebbe rivelarsi politicamente difficile per il probabile contraccolpo (comunque il Parlamento europeo manterrebbe il potere di annullarlo in una fase successiva). Sempre giovedì, i deputati europei hanno respinto una mozione di censura contro la Commissione europea. La mozione, presentata dal gruppo di estrema destra Patrioti per l’Europa, è stata respinta con 165 voti favorevoli, 390 contrari e 10 astensioni. Il voto è stato preceduto da una discussione plenaria con il commissario Maroš Šefčovičlunedì 19 gennaio. Il gruppo politico ha presentato la mozione di sfiducia per contestare l’accordo commerciale. Secondo il regolamento del Parlamento, una mozione di censura nei confronti della Commissione può essere presentata al Presidente da un decimo dei membri che compongono il Parlamento, per cui oggi sarebbero necessari 72 deputati. La votazione deve avvenire per appello nominale e, per essere approvata, richiede la maggioranza dei due terzi dei voti espressi, cioè la maggioranza dei membri che compongono il Parlamento.


