Come l’arte può aiutare ad uscire dalle gabbie
Ovunque si guardi nella vita reale ed in quella digitale, lo sforzo culturale del dialogo globale si sta traducendo nella scelta facile dello stereotipo. Inesorabilmente.
L’arte contemporanea oggi risponde non più solo di scandalizzando; reclama significato attraverso una “onestà materiale” che sfida la semplificazione dello sguardo stereotipato.
Come gli artisti affrontano il periodo
Chi prova un ritorno a espressioni viscerali che privilegiano la “presenza umana” rispetto alla finitura tecnica perfetta.
Qualcuno avverte che il confine tra estetica ed etica si sta facendo labile. L’opera d’arte onesta viene chiamata a essere un atto di responsabilità sociale più che un oggetto di consumo.
E così gli artisti si scoprono esecutori di opere di inclusione e rottura dei ruoli sociali, favorendo la globalizzazione e la fusione di culture ed intelletti.
Diventano osservatori contemporanei della diversità, usando l’arte l’ironia come arma contro le narrazioni rigide. Scavano oltre gli stereotipi, aprono le scatole degli schemi entrando in altre scatole, come matrioske, frattali sempre più piccoli e profondi.
Il risultato
Riescono così a rendere visibile l’invisibile, guardando attraverso le fratture della perfezione, le fessure delle gabbie. Cercano e trovano l’imperfetto, accogliendolo e rendendolo parte della realtà.
Ricuciono le rotture, creando bellezza dal confronto della diversità. Generando una nuova normalità, l’armonia del dissonante.
La soluzione espressiva si trova gabbie se non quelle che ci siamo scelti per confort, quasi spaesata.
Vivere fuori dallo stereotipo diventa arte e gli schemi, se restano, diventano attimi di riposo tra una sperimentazione e l’altra. L’espressione si profuma di unicità, senza spazio, senza genere, senza tempo.
Ad un certo punto, in questo percorso, l’artista che osserva la realtà del proprio nido, prova solitudine, senso di esclusione. Torna lo stereotipo della “diversità”.
Ma alzando gli occhi è in grado di vedere altri alberi, in altre foreste, con altri nidi, e unisce il proprio sentire agli altri, ritrovando la spinta creativa.
