Dottoressa Tenuta, quando si parla di salute e sicurezza sul lavoro molti pensano subito a un obbligo di legge. Quanto conta davvero la formazione, al di là dell’aspetto normativo?
Conta moltissimo. La formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro è uno strumento fondamentale per creare ambienti di lavoro più sicuri e consapevoli. Non è solo un obbligo previsto dalla legge, ma un vero investimento, sia per l’azienda che per i lavoratori. I dati dimostrano che un’azienda attenta alla sicurezza – intesa come benessere fisico e mentale delle persone – è anche un’azienda più forte, più organizzata e più produttiva.
Formazione sicurezza lavoro. Da obbligo normativo a opportunità concreta
Dottoressa, eppure la formazione viene ancora percepita spesso come una perdita di tempo. Perché succede?
Succede perché, quando si parla di legge, si pensa subito a un adempimento burocratico, a qualcosa da “fare perché bisogna farlo”. In realtà una formazione fatta bene aiuta i lavoratori a riconoscere i rischi legati alla propria attività e a comportarsi nel modo corretto per evitarli. Conoscere le procedure di emergenza, usare correttamente i DPI e capire le proprie responsabilità riduce in modo concreto incidenti e infortuni.
Sicurezza sul lavoro e benessere. Non solo infortuni e malattie professionali
Dottoressa Tenuta, quindi la sicurezza non riguarda solo gli infortuni?
Esatto. La sicurezza sul lavoro non riguarda solo infortuni o malattie professionali. Parliamo di benessere a 360 gradi. Significa affrontare anche temi come lo stress lavoro-correlato, l’ergonomia, la parità di genere e i rischi psicosociali. Tutti aspetti che contribuiscono a creare un ambiente di lavoro più sereno, collaborativo e produttivo. La salute è un diritto costituzionale, sancito dall’articolo 32, e solo con il coinvolgimento attivo dei lavoratori si possono ottenere risultati reali.
D.Lgs. 81/2008. Obblighi di formazione e responsabilità del datore di lavoro
Dottoressa, dal punto di vista normativo, quali sono le responsabilità principali del datore di lavoro?
Il D.Lgs. 81/2008 è molto chiaro: il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire formazione, informazione e addestramento. Il mancato rispetto di questi obblighi comporta sanzioni, ma soprattutto danneggia l’immagine dell’azienda. Un’azienda che investe nella sicurezza dimostra attenzione verso le persone e costruisce fiducia, sia all’interno che all’esterno.
La cultura della sicurezza come valore aziendale condiviso
Dottoressa Noemi, quanto conta la formazione continua nel costruire una vera cultura della sicurezza?
È fondamentale. La formazione continua permette di creare una vera cultura della sicurezza, in cui tutti – dirigenti, preposti e lavoratori – fanno la loro parte. Questo approccio condiviso migliora il clima aziendale, riduce i costi legati a infortuni e malattie professionali e rende il lavoro più efficiente. La sicurezza funziona solo se è percepita come un valore comune, non come un’imposizione.
Formazione innovativa sulla sicurezza, gamification e realtà virtuale
Negli ultimi anni anche i metodi formativi sono cambiati. In che modo?
Oggi la formazione è molto diversa rispetto al passato: è più interattiva e coinvolgente.
Strumenti come la gamification o la realtà virtuale rendono i corsi più interessanti ed efficaci. Quiz, simulazioni di situazioni di rischio, punteggi, classifiche e riconoscimenti aiutano i lavoratori a partecipare in modo attivo e a ricordare meglio ciò che imparano.
Dalla formazione alla consapevolezza. La sicurezza come responsabilità di tutti
Dottoressa, quindi la formazione può diventare qualcosa di stimolante?
Assolutamente sì. In questo modo la formazione non viene più vista come un obbligo, ma come un percorso che aumenta la consapevolezza e il senso di responsabilità. L’obiettivo non è solo rispettare la normativa, ma aiutare ogni lavoratore a capire l’importanza delle regole per proteggere sé stesso e gli altri. Perché la sicurezza, alla fine, è una responsabilità di tutti.
Grazie dottoressa, ora la lascio al suo lavoro di Formatrice e Consulente in materia di Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ma l’aspetto ancora per una nuova intervista.
Giulio Valerio Santini

