Non ho mai pensato di cambiare il mondo. Ho solo cercato di essere una goccia d’acqua pulita. Se anche tu diventerai una goccia d’acqua pulita, saremo già in due; e se lo sarà anche tua moglie o tuo marito, saremo in tre e poi in quattro, dieci, cento…! (madre Teresa di Calcutta)
Religiosa albanese naturalizzata indiana di fede cattolica, fondatrice della congregazione religiosa delle Missionarie della carità, morta nel 1997, rispose così durante la Conferenza stampa ad Oslo, per la consegna del Nobel per la Pace nel 1979, ad un giornalista che banalmente le chiedeva se fosse sua intenzione cambiare il mondo! Spesso infatti, in noi, c’è un comodo alibi che accampiamo di fronte al male che ci circonda (anche se io dovessi rinunciare a un po’ del mio cibo, non potrei mai liberare l’umanità dalla stretta della fame; anche se dovessi cancellare una piccola ingiustizia, non per questo la società diverrebbe diversa e più giusta… e così via!), ma con questo ragionamento, delegando la soluzione degli scandali immani che avvolgono il nostro pianeta, agli stati, alle politiche e ai grandi organismi internazionali… non cambiamo niente e ci ritroviamo sempre al punto di partenza, con un mondo ingiusto, egoista, malato, inquinato. Dobbiamo, allora, ritrovare la fiducia nelle piccole scelte di bene, senza scoraggiamenti e senza retorica (anche gli antichi latini erano convinti che gutta cavat lapidem, cioè che la goccia riesce a perforare pure la pietra).

