L’almanacco della settimana 16 – 22 ottobre 2022

L’almanacco della settimana 16 – 22 ottobre 2022

16 ottobre 1094. Al Concilio d’Autunno, Filippo I di Francia viene scomunicato da Ugo, vescovo di Lione per conto di papa Urbano II, per aver ripudiato la moglie Berta d’Olanda e aver sposato la cugina Bertrada di Monfort.

17 ottobre 589. Secondo la tradizione, il fiume Adige rompe gli argini alla Cucca e causa lo sconvolgimento idrografico che dà al basso Veneto l’aspetto che grossomodo ha tutt’oggi. La Cucca che corrisponde all’attuale Veronella, presso la quale anticamente passava un meandro dell’Adige, ora abbandonato. Oggi si tende a ridimensionare l’importanza di questo singolo evento e si pensa che gli sconquassi avvenuti nel basso Veneto siano da attribuire a un generale peggioramento delle condizioni climatiche avvenuto tra il VI e l’VIII secolo e alla scarsa manutenzione dei fiumi conseguente alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente e alla guerra greco-gotica.

18 ottobre 1685. Luigi XIV di Francia promulga l’editto di Fontainebleau, revocando il precedente l’editto di Nantes che aveva protetto i protestanti francesi.

19 ottobre 2003. A Roma in Piazza San Pietro viene beatificata Madre Teresa di Calcutta. Papa Giovanni Paolo II a causa delle precarie condizioni di salute è costretto a rinunciare all’omelia durante la celebrazione eucaristica.

20 ottobre 1827. Battaglia di Navarino: una flotta combinata turco-egiziana viene distrutta da una forza navale alleata, composta da navi britanniche, francesi e russe, nel porto di Navarino, a Pylos in Grecia. Il più importante risultato della battaglia è la fine della guerra di liberazione greca e l’indipendenza della stessa Grecia.

21 ottobre 1879. Thomas Edison testa la prima lampadina funzionante in modo efficace: la lampadina resterà accesa per 13 ore e mezza prima di bruciarsi.

22 ottobre 1441. A Firenze si svolge il Certame Coronario, una gara di poesia in lingua volgare ideata da Leon Battista Alberti con il patrocinio di Piero de’ Medici. L’intenzione era quella di dimostrare come il volgare avesse piena dignità letteraria e potesse trattare anche gli argomenti più elevati, in un periodo in cui si assisteva, col fiorire dell’Umanesimo, ad una forte ripresa dell’uso del latino. Alla gara, che aveva come premio una corona d’alloro in argento (e da qui il nome), parteciparono sia noti letterati dell’epoca sia rimatori popolari, che dovettero comporre testi sul tema della vera amicizia. Vi assistette un pubblico numeroso, nonché un gruppo di autorità civili e religiose della città. Il premio non fu assegnato a nessuno dei poeti, perché nessuna delle opere presentate fu ritenuta degna di essere premiata.

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