Dossier Vaccini. E’ tempo di bilanci in attesa del giudizio della Corte Costituzionale

Dossier Vaccini. E’ tempo di bilanci in attesa del giudizio della Corte Costituzionale

La campagna vaccinale in Italia è partita il 27 dicembre 2020 con il vaccine day, ve lo ricordate? Quasi 50 milioni di italiani si sono inoculati almeno una dose,  ed oltre 48 milioni hanno completato il ciclo vaccinale,  circa il 35,25% della popolazione, tra i 5 e gli 11 anni.  Eppure, a fronte di un numero straordinario di somministrazioni (142.009.142, fonte Ministero Salute) , quanti si sono ammalati, quanti sono guariti oppure hanno sofferto di gravi eventi avversi, in una parola quanto è stato utile il rigore e perfino l’obbligo, che ha portato perfino  sospendere dal lavoro alcune migliaia di cittadini ? I dati, in Italia come in Europa e nel mondo ormai sono molti,  ma  non basta leggere i numeri, perchè vanno collegati in modo ampio, nella loro complessità.  Non pochi medici avvertono la necessità di guardarsi negli occhi per fare un bilancio chiaro, necessario per il futuro prossimo, oltre che per fare giustizia sulle politiche del passato.  Così, un incontro scientifico importante è già in agenda al Politecnico di Torino, che dedicherà 5 giornate al Poli-Covid 22,  dal 21 al 25 di novembre…

Morai, Var/Vax

Sui vaccini Pfizer e Moderna, i più utilizzati in Europa, perfino Bill Gates aveva twittato lo scorso settembre: “Missing two things”.  Si riferiva al fatto che non impediscono il contagio e che la protezione ha una breve durata e che, dunque, secondo molti, dimostrano di non essere dei vaccini. La forzatura sui termini, infatti, era stata fatta con un bel ritocco ad arte, si tratterebbe, di farmaci, cioè di terapie. Anche il nostro Bill, dopo tre dosi, si è ammalato ben due volte. Insomma, oggi, non possiamo più nasconderci dietro il ritornello “Se lo dice la scienza”, perchè per conoscere occorre studiare e le cose si comprendono nel tempo. La pensa così anche il professor Mariano Bizzarri : con questi vaccini si è corso molto, una competizione scientifica spericolata ed obbligata da un’ allarme forse sovradimensionato da uno strumento non idoneo: i tamponi e dall’impreparazione metodologica a gestire le pandemie?  Di certo una catena di omissis  da cui, forse, potremmo uscire con qualche chiarimento in più. Tuttavia, la trasparenza è d’obbligo  Lo aveva scritto chiaro e tondo il professor Mariano Bizzarri, medico-oncologo, noto uomo di ricerca scientifica, chiamato  a relazionare al Copasir. durante la pandemia  Quando, nel suo libro prima (Covid 19 un’ epidemia da decodificare, ed. Byoblu)  e il 18 settembre scorso, a Roma, poi, al convegno “Scienza e Costituzione: la verità sull’obbligo vaccinale”, aveva affermato che il tasso di mortalità generale è stato alto soprattutto per gli anziani, over 80, con co-morbilità (che possono significare anche emarginazione, cattiva alimentazione, abbandono), ma che se i vaccini possono in parte aver limitato le ospedalizzazioni, nella prima fase, successivamente, dopo soli 23 giorni dalla inoculazione, sono stati deboli. Con una protezione  dimezzata nella durata, dimostrando di non essere vaccini, ma farmaci, davvero poco efficaci contro il contagio dal virus.  I dati inglesi, come quelli italiani ed israeliani, aggiunge Bizzarri, disegnano un grafico crescente,dopo la seconda dose delle probabilità di contrarre la malattia, perchè come hanno documentato diverse riviste internazionali e gli stessi produttori dei vaccini,  questo vaccino non blocca il contagio. Così, anche in audizione al Senato, il professor Bizzarri aveva già segnalato che  lo strumento del pass Covid 19, come lo definì il Parlamento Europeo, da noi noto come Green pass, avrebbe  limitato inutilmente la libertà dei cittadini, e dato una falsa sicurezza. Fatti e deduzioni consequenti che lo hanno portato a dire che consigliare o forzare alla quarta dose, sarebbe non solo inutile, ma dannoso peril sistema immunitario, soprattutto per i più giovani. Sotto i 40 anni, gli attuali vaccini ad mRNA sarebbero perfino da sconsigliare vivamente, ha sottolineato il professore.. Rispetto, poi, al dramma degli eventi avversi sappiamo che in percentuale,  quasi raddoppiano rispetto a quelli di altri vaccini: 1200 eventi avversi segnalati ogni 100 mila vaccinati, ma è solo la punta dell’iceberg, in assenza di un monitoraggio organizzato ed attivo. Perchè tanti eventi avversi soprattutto tra i giovani? Perchè, ha spiegato  Bizzarri,  le particelle nanolipidiche che sono nei preparati, una volta iniettati, continuano a stimolare effetti infiammatori e autoimmuni. Perfino uno studio di revisione ha permesso di evidenziare la soppressione dell’interferone, all’origine dell’ impoverimento del sistema immunitario. Inoltre, il dato dell’incremento del 25% di morti improvvise tra i giovani dovrebbe farci assumere un atteggiamento di maggiore cautela, conclude.

ANSA/ALESSANDRO DI MEO

 Il 30 novembre prossimo, un altro appuntamento importante attende gli italiani: la discussione tecnico giuridica sulla incostituzionalità dell’obbligo vaccinale per personale medico e affini. La data è quella in cui i magistrati  della Corte Costituzionale dovranno esaminare oltre dieci ordinanze di rinvio. Il dubbio, infatti, sulla violazione di diversi articoli della Costituzione è stato segnalato da non pochi magistrati: da Catania a Bergamo, passando per Parma e Roma. Fino a quella data le iniziative di confronto si rincorrono, come quella del 20 novembre, a Roma, organizzata, a un passo da San Pietro, dal medico Ernesta Marando, alla Casa Bonus Pastor con la partecipazione di numerosi scienziati e clinici (David Anderson, Giuseppe Tritto, Alberto Donzelli, Francesco Russo, Laura Teodori), oltre che di giuristi (Carlo Iannello, Alessandra Chiavegatti, Daniele Trabucco).

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