Pillola rossa o loggia nera?
Messaggi gnostici nel cinema e in tv tra Matrix, Backrooms e Twin Peaks. Paolo Riberi. Lindau edizioni, 2026.
Un titolo potente perché ricco di mistero, esoterismo, complotti ma anche filosofia, spiritualità. Un passato lontano e misterioso che ritorna.
Cos’era lo Gnosticismo?
L’autore, Paolo Riberi, da sempre appassionato e studioso di religioni, mito e Vangeli gnostici, ce lo racconta nelle prime pagine del libro.
“Qualche premessa. In questo libro si parlerà di cinema”. Così le prime righe di questo saggio. Il cinema è solo il punto di partenza per essere risucchiati in un vortice di lezioni di gnosi, esoterismo, filosofia… Lo schermo del televisore diventerà un portale per accedere a conoscenze molto più profonde.
Il viaggio ha inizio col Mito della caverna: Platone che racconta la situazione dell’uomo e, per spiegarla, usa la proiezione di immagini sulla parete, precursori di fotografia e cinema.
Cinque secoli dopo stava nascendo lo gnosticismo, una filosofia che vuole far incontrare Platone e Gesù.
Oggi la filosofia gnostica rivive in numerosi film. Non si tratta di messaggi subliminali bensì di raccontare il messaggio con un linguaggio moderno.
Il viaggio inizia: Paolo Riberi ci fa scoprire il filo rosso fra alcuni film e i Vangeli apocrifi.
<<Svegliati, Neo>> Che cos’è Matrix? E’ il controllo. Matrix è un mondo virtuale elaborato al computer, creato per tenerci sotto controllo
Il primo film preso in questione dall’autore è Matrix. Attraverso le citazioni dei film, ripercorriamo i concetti chiave dello gnosticismo. In queste poche battute c’è già moltissimo: l’esistenza di due realtà differenti e la realtà in cui viviamo come prigione.
Matrix, dei fratelli Wachiwski, uscito nelle sale nel 1999, e’ l’esempio più esplicito dí gnosticismo cinematografico. I due registi stessi hanno ammesso la loro vicinanza alla gnosi.
L’analisi dei film e delle serie televisive continua. Westworld: robot e labirinti per far mettere in dubbio la realtà.
Stranger Things e la guerra dei due mondi. Il Sottosopra come la caverna di Platone: un mondo dove non esistono gli oggetti reali bensì le loro proiezioni oscure.
L’autore prosegue la carrellata di film e serie televisive. Le argomentazioni sono dettagliate e affascinanti. Backrooms, Jupiter, Truman show sono solo alcuni dei tanti film analizzati.
Il viaggio è affascinante e coinvolgente. Attraverso le parole di Paolo Riberi rivediamo scene iconiche e ripensiamo ai dialoghi dei protagonisti.
Una grande emozione oltre che un ricco percorso culturale.
Il saggio è molto ricco ma lo stile semplice rende la lettura molto chiara e piacevole.
Paolo Riberi è laureato in Filologia e letterature dell’antichità, in Diritto e in Economia. Studioso di Storia antica e letteratura di origine cristiana. Ha pubblicato numerosi saggi che esplorano i miti, i Vangeli gnostici, il cinema e la cultura pop.
Da dove viene la sua passione per la Gnosi?
Ho incontrato per la prima volta il mondo dei vangeli gnostici nel 2007, durante il mio primo anno di studi all’Università di Torino: grazie al prof. Domenico Devoti – un mentore davvero straordinario – ho avuto modo di approfondire il Vangelo di Giuda, e fin da subito sono rimasto affascinato da questa bizzarra intersezione tra filosofia greca, spiritualità giudaica e suggestioni orientali. In seguito, anche grazie agli insegnamenti del prof. Claudio Gianotto, ho iniziato a studiarli da un punto di vista linguistico e filologico, imparando a tradurli dal copto antico.
In questi vangeli apocrifi Gesù e Platone sembrano dialogare tra loro, riecheggiando le ansie più profonde del terzo millennio: l’idea di un mondo-prigione virtuale, la prospettiva di un grande complotto mondiale e lo slancio a riscoprire il potenziale latente dell’uomo sono solo tre delle suggestioni che non possono non affascinare l’individuo contemporaneo.
Perché la Chiesa non vuole riconoscere i vangeli gnostici?
Non è un discorso di volontà o non volontà della Chiesa. Pur rifacendosi alla figura storica di Gesù di Nazareth, questi scritti sono l’emanazione di un pensiero religioso, iniziatico e filosofico completamente diverso e alternativo rispetto alla dottrina cristiana. Non si tratta di un’eresia, bensì di un sistema valoriale del tutto differente.
Gli gnostici – o meglio, molti gnostici, dal momento che si tratta di un fenomeno dai lineamenti fortemente eterogenee – ripudiavano la Passione di Cristo e guardavano alla gnosis, ossia alla mistica “conoscenza che salva”. Rinnegavano in toto il Dio dell’Antico Testamento, ritenendolo un impostore maligno che non ha nulla ha a spartire con il Padre di cui parla Gesù. Insomma, l’incompatibilità è evidente…
Quali testi consiglierebbe a chi vuol approfondire lo gnosticismo? Pistis Sophia è ancora uno dei testi più validi?
Pistis Sophia è una fonte antica, così come lo sono i manoscritti di Nag Hammadi, finalmente pubblicati da Carocci in una raccolta integrale nel 2025. Entrambe le fonti sono preziose, così come lo sono anche gli scritti di chi parlò dello gnosticismo dall’esterno, quasi sempre in tono polemico: penso a Contro le eresie di Ireneo di Lione, al Panarion di Epifanio di Salamina e agli altri scritti dei Padri della Chiesa.
Un approccio graduale, però, dovrebbe passare anzitutto dalla lettura degli studi divulgativi di autori contemporanei. I testi antichi devono essere debitamente contestualizzati, se si vogliono evitare fraintendimenti. Personalmente, per Lindau ho curato un saggio introduttivo intitolato Il serpente e la croce, pensato su misura per chi voglia muovere i suoi primi passi in questo mondo. Accanto a questo consiglio senz’altro Prigionieri del cosmo di Augusto Cosentino e Lo gnosticismo di Serge Hutin, così come anche i molti saggi dedicati all’argomento da Ezio Albrile.
Quali registi hanno saputo raccogliere meglio la filosofia gnostica?
Senza dubbio le sorelle Wachowsky: con la saga di Matrix e con l’ingiustamente sottovalutato Jupiter Ascending hanno saputo tradurre in immagini l’antico mito gnostico con enorme attenzione ai dettagli, rendendolo nuovamente attuale e fruibile allo spettatore contemporaneo. Paradossalmente, al tempo dell’IA e della paranoia dilagante, la fantascienza è il linguaggio perfetto per rinarrare le antiche dottrine gnostiche.
In ambito più autoriale, lo stesso hanno fatto Alejandro Jodorowsky e David Lynch: a quest’ultimo, in particolare, è dedicata la seconda metà del mio saggio Pillola Rossa o Loggia Nera? Per comprendere appieno opere come Eraserhead, Mulholland Drive e Twin Peaks è fondamentale utilizzare una lente gnostica.
Non mancano anche esempi più “pop”, come quello dei fratelli Duffer e della loro serie tv di culto Stranger Things, o del giovane Kane Pearsons e del suo capolavoro horror Backrooms. A partire dagli adattamenti dei romanzi del grande Philip K. Dick, lo gnosticismo ha messo radici nella cultura pop contemporanea e nell’inconscio collettivo, ed è qui per restarci. Volenti o nolenti – per parafrasare Croce – non possiamo non dirci gnostici…
Leggerlo perché
Spiega connessioni misteriose
Neo
Una gran voglia di rivedere tutte le scene citate

